Due persone comprano lo stesso fondo comune nello stesso giorno, con 100.000 € a testa. Stessi gestori, stesse azioni in portafoglio, stesso indicatore di rischio. Dopo vent'anni, con un rendimento identico prima dei costi, una delle due può trovarsi con circa 30.000 € in meno. A separarle è soltanto la lettera che segue il nome del fondo, cioè la classe di quote, e il costo annuo che quella lettera porta con sé.
In sintesi:
«Le classi di un fondo condividono lo stesso portafoglio ma possono avere costi annui molto diversi: la differenza si legge nel KID di ciascuna classe, non nel nome del fondo.»
«In un fondo azionario globale reale, la classe B costa 1,73% l'anno e la classe Z 0,98%: su 100.000 € sono 750 € di differenza solo nel primo anno.»
«Lo 0,75% in più si accumula: con un rendimento ipotetico del 5% prima dei costi, dopo trent'anni il divario supera i 63.000 €.»
«La classe meno cara non è gratuita: esiste per chi paga direttamente chi lo segue, quindi il confronto onesto è fra costo della classe retail e costo della classe economica più la parcella.»
Che cos'è la classe di un fondo
Un fondo comune raccoglie il denaro di molti risparmiatori e lo investe secondo una politica stabilita. Quel portafoglio unico però può essere offerto in più versioni, chiamate classi (nel prospetto di una SICAV, una società d'investimento a capitale variabile, le trovi anche come «categorie di azioni»). Ogni classe ha un proprio codice ISIN, il codice di dodici caratteri che identifica lo strumento, e proprie condizioni: costo di gestione, importo minimo, valuta, distribuzione o accumulo dei proventi, tipo di investitore a cui è destinata.
Le lettere non seguono uno standard comune. Nel prospetto del fondo usato come esempio, le classi A4 e A7 sono destinate a investitori istituzionali o investitori di Capital Group alle condizioni previste dal prospetto; in un'altra società di gestione la stessa lettera può voler dire tutt'altro. Per sapere che cosa stai comprando conta il documento della tua classe, letto per intero.
Se un fondo è a gestione attiva o passiva, se replica un indice o lo vuole battere: tutto questo resta uguale fra le classi. Possono cambiare anche la valuta e la sua copertura, quindi condividere il portafoglio non significa sempre avere lo stesso rischio. Il confronto riguarda due classi in euro senza copertura valutaria, diverse nei costi.
Un esempio reale: classe B e classe Z dello stesso fondo
Il meccanismo si può verificare nei due documenti informativi in italiano, pubblici e aggiornati, del Capital Group Global Equity Fund (LUX), comparto della SICAV Capital International Fund, un fondo azionario globale a gestione attiva. La disponibilità dei documenti permette di confrontare le condizioni delle due classi; l'esempio non esprime una preferenza per questo prodotto.
Il KID (documento contenente le informazioni chiave, la scheda di poche pagine che ricevi prima di sottoscrivere) delle due classi in euro, pubblicato il 26 ottobre 2026, riporta questi dati:
| Voce del KID | Classe B EUR | Classe Z EUR |
|---|---|---|
| ISIN | LU0114999021 | LU0817818346 |
| Indicatore sintetico di rischio | 4 su 7 | 4 su 7 |
| Commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio | 1,65% l'anno | 0,90% l'anno |
| Costi di transazione (stima) | 0,08% l'anno | 0,08% l'anno |
| Totale dei costi correnti | 1,73% l'anno | 0,98% l'anno |
| Costi di ingresso | fino al 5,25% | fino al 5,25% |
| Costi di uscita del produttore | nessuno | nessuno |
| Costi dell’esempio KID a 1 anno su 10.000 €, escluso l’eventuale ingresso | 173 € | 98 € |
Il rischio è lo stesso, la politica d'investimento è la stessa. La differenza di costo annuo è di 0,75 punti percentuali, e sta tutta nelle commissioni di gestione e negli altri costi amministrativi o di esercizio: i costi di transazione, cioè le spese che il fondo sostiene per comprare e vendere i titoli, sono identici. Applicando queste percentuali a 100.000 € si ottengono 1.730 € nella classe B e 980 € nella classe Z. Sono stime: i costi effettivi variano con il valore dell'investimento e l'operatività. Riducono il valore della quota, senza un addebito separato sul conto. Gli eventuali costi del distributore, anche in uscita, restano da aggiungere.
Da dove arriva la differenza
Il prospetto del fondo, aggiornato a giugno 2026, spiega il resto. La commissione di gestione è dell'1,50% per la classe B e dello 0,75% per la classe Z; la voce del KID che somma gestione e altri costi amministrativi o di esercizio è superiore di 0,15 punti in entrambe le classi. A questa si aggiungono gli 0,08 punti stimati per le transazioni.
Il prospetto descrive anche a chi si rivolge ciascuna classe:
- Classe B: investitori privati che comprano direttamente o con l'assistenza di un distributore, senza importo minimo.
- Classe Z: distributori pagati direttamente dagli investitori con accordi separati, che non possono ricevere commissioni di gestione per vincoli normativi, come la MiFID II (la direttiva europea sui servizi d'investimento), o contrattuali. Il prospetto ammette anche gli investitori di Capital Group alle condizioni stabilite dalla società. Non fissa un minimo iniziale per la classe, ma il distributore può prevederne uno.
Lo stesso documento precisa che la commissione di gestione serve a retribuire la società di gestione, che può usarla a sua volta per pagare consulenti per gli investimenti e distributori. Quanto finisca al collocatore nel singolo caso il prospetto non lo dice. La classe B può dunque remunerare anche la distribuzione; il prospetto non dimostra che l'intero scarto di costo sia una retrocessione. La Z è pensata soprattutto per canali retribuiti separatamente dall'investitore.
Questo meccanismo aiuta a leggere il rapporto fra costi e distribuzione, descritto anche in perché la banca non ti propone gli ETF. Un ETF, cioè un fondo negoziato in Borsa, può avere costi di negoziazione e di servizio anche quando non remunera il distributore con retrocessioni.
Dove trovi le spese correnti nel KID
Dal 1° gennaio 2023 il KID viene fornito anche agli investitori al dettaglio dei fondi armonizzati, gli OICVM, al posto del precedente KIID. Nel KID le voci hanno un perimetro diverso: le vecchie spese correnti del KIID escludevano normalmente i costi di transazione. Per confrontare queste due classi si sommano le due righe della tabella «Composizione dei costi», sotto il titolo «Costi correnti registrati ogni anno»:
- Commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio: la parte più grande, che contiene la commissione di gestione.
- Costi di transazione: una stima di quanto costa al fondo comprare e vendere i titoli; l'importo effettivo varia con l'operatività.
Sommale e avrai il costo annuo ricorrente della classe. Le commissioni di performance, se previste, compaiono in una riga separata; i costi di ingresso e di uscita sono una tantum e il KID li indica come massimi. Il costo effettivo di ingresso deve comunicartelo chi vende il prodotto.
Il KID avverte anche che il distributore o il consulente possono aggiungere costi propri. Per vedere in euro il totale di ciò che hai pagato nell'anno, fra costi del prodotto e costi del servizio, serve il rendiconto annuale dei costi e oneri: la lettura è illustrata in come leggere il rendiconto costi MiFID.
Quanto vale lo 0,75% in euro
Una differenza dello 0,75% sembra piccola perché la guardi un anno alla volta. Però il costo viene tolto ogni anno dal capitale, e il capitale tolto smette di rendere.
Il calcolo usa queste ipotesi: 100.000 € investiti in un'unica soluzione, rendimento ipotetico del 5% annuo prima dei costi correnti e costante nel tempo, costi costanti, nessun costo di ingresso, parcella e imposte escluse. La formula è 100.000 × (1 + rendimento lordo − costo annuo) elevato al numero di anni: è una semplificazione del prelievo dei costi durante l'anno. È un'ipotesi di calcolo per isolare l'effetto dei costi, non una stima di quanto renderà il fondo.
| Anni | Classe B (costi 1,73%) | Classe Z (costi 0,98%) | Differenza |
|---|---|---|---|
| 10 | 137.956 € | 148.309 € | 10.353 € |
| 20 | 190.320 € | 219.957 € | 29.637 € |
| 30 | 262.558 € | 326.216 € | 63.658 € |
Il divario cresce più che in proporzione agli anni: triplicando la durata da dieci a trent'anni, la differenza diventa sei volte più grande. Conta anche il rendimento. Con lo stesso scarto di costo, dopo trent'anni la differenza è di circa 36.000 € se il rendimento ipotetico prima dei costi è del 3% e di circa 111.000 € se è del 7%: più il capitale cresce, più pesa la stessa percentuale. Puoi provare altre combinazioni con il calcolatore dell'interesse composto.
Il confronto onesto: classe economica più parcella
A questo punto il confronto va fatto per intero. La classe Z è destinata soprattutto a canali senza retrocessioni della commissione di gestione, ma chi ti segue qualcosa costa comunque. Lo paghi tu, direttamente, con una parcella concordata prima. È il modello della consulenza a parcella: compenso pagato solo dal cliente, nessuna commissione retrocessa dai prodotti.
Il confronto corretto è quindi fra:
- classe retail: 1,73% l'anno di costi correnti stimati del prodotto;
- classe senza retrocessioni: 0,98% l'anno più la parcella, che è un costo visibile in fattura.
A parità di altri costi, se la parcella annua complessiva su quel capitale supera lo 0,75%, la classe economica da sola non basta a far risparmiare. In entrambi i casi restano da verificare ingresso, uscita e altri oneri del servizio. Il vantaggio vero sta nel sapere quanto paghi e per che cosa, e nel poter scegliere anche strumenti più economici di un fondo attivo. Il calcolo della parcella è illustrato in quanto costa un consulente finanziario indipendente; il calcolatore di convenienza fa il confronto sul tuo patrimonio.
Un'altra cautela riguarda le classi istituzionali. Alcune mostrano costi bassissimi perché la commissione di gestione si paga fuori dal fondo, con un contratto separato: nel prospetto di questo stesso fondo, per la classe C, la commissione di gestione risulta «addebitata esternamente». Un numero basso nel KID, in quel caso, non è il costo complessivo.
Cosa controllare se hai un fondo in portafoglio
- La classe esatta: nel tuo estratto titoli trovi il nome del fondo e l'ISIN; la lettera dopo il nome ti dice quale classe hai.
- Il KID della tua classe: sul sito della società di gestione, cercando per ISIN. Somma le due righe dei costi correnti.
- Le altre classi dello stesso comparto: il prospetto le elenca con le commissioni di gestione e i destinatari. Non tutte sono accessibili a te o dalla tua banca, perché ogni distributore sceglie quali classi offrire.
- Il rendiconto dei costi: traduce in euro le percentuali dell'anno appena chiuso, per prodotto e per servizio.
- Il confronto con un ETF sullo stesso mercato: anche per l'azionario globale esistono ETF, e i loro costi correnti si leggono nel KID con lo stesso metodo; trovi come funzionano in ETF: cosa sono e come funzionano.
Prima di cambiare classe, verifica con l'intermediario se è prevista una conversione all'interno dello stesso comparto, quali condizioni di accesso richiede e quali costi comporta. Se invece occorre vendere le quote e sottoscrivere un altro strumento, nel confronto vanno considerati anche gli effetti fiscali dell'operazione. Conversione di classe e vendita con riacquisto non vanno date per equivalenti; il quadro generale è in capital gain: come funziona.
Per le due classi dell'esempio, portafoglio e rischio sono gli stessi, i costi no. Il KID mostra la differenza; parcella e altri oneri completano il confronto.
Vuoi sapere quale classe hai e quanto ti costa?
Capita spesso di avere un fondo in portafoglio senza sapere quale classe sia né quanto costi ogni anno in euro. Quella percentuale lavora ogni anno, anche quando il mercato scende.
Se vuoi sapere quanto stai pagando oggi e quanto peserebbe nel tempo, posso analizzarlo con te. Sono iscritto all'Albo OCF nella sezione dei consulenti finanziari autonomi e puoi verificarlo prima di scrivermi.
Domande frequenti
5 domande
Che differenza c'è fra due classi dello stesso fondo?
Il portafoglio e la gestione sono gli stessi. Cambiano le condizioni: costi annui, importo minimo, valuta, accumulo o distribuzione dei proventi e tipo di investitore ammesso. Ogni classe ha un ISIN e un KID propri.
Dove trovo le spese correnti di un fondo?
Nel KID della tua classe, nella tabella «Composizione dei costi», sotto «Costi correnti registrati ogni anno». Le righe sono due: commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio, e costi di transazione. La loro somma è il costo annuo ricorrente.
Quanto pesa una differenza dello 0,75% l'anno?
Su 100.000 € sono 750 € nel primo anno. Con un rendimento ipotetico del 5% prima dei costi, imposte escluse, la differenza arriva a circa 29.600 € dopo vent'anni e a circa 63.700 € dopo trenta, perché ogni anno il costo riduce anche il capitale che produce rendimento.
Posso comprare la classe con costi più bassi?
Dipende dal canale e dai requisiti della classe. Nel fondo dell'esempio la Z è destinata soprattutto a distributori remunerati direttamente dagli investitori e soggetti a restrizioni sulle commissioni di gestione ricevute, oltre agli investitori di Capital Group alle condizioni previste. Ogni distributore sceglie quali classi offrire: pagare una parcella non dà accesso automatico alla Z.
Una classe istituzionale con costi quasi a zero conviene sempre?
Non necessariamente. In alcune classi istituzionali la commissione di gestione si paga fuori dal fondo con un contratto separato, quindi non compare nei costi del KID. Il numero basso non corrisponde al costo complessivo.
Fonti e riferimenti6 fonti consultate
- Capital Group Global Equity Fund (LUX), KID della classe B EUR – documento contenente le informazioni chiave pubblicato il 26/10/2026: costi correnti, costi di ingresso e uscita, indicatore di rischio.
- Capital Group Global Equity Fund (LUX), KID della classe Z EUR – documento contenente le informazioni chiave pubblicato il 26/10/2026, stessa struttura dei costi per la classe Z.
- Capital International Fund, prospetto di giugno 2026 – descrizione delle categorie di azioni, destinatari delle classi B, C e Z, commissioni di gestione del comparto e loro utilizzo.
- CONSOB, comunicato stampa del 22 dicembre 2022 – dal 1° gennaio 2023 il KID si applica anche agli OICVM, che fino al 2022 usavano il KIID.
- CESR, metodologia delle spese correnti del KIID – perimetro delle spese correnti del precedente documento, escluse normalmente le transazioni.
- ESMA, chiarimento sui costi PRIIPs – inclusione dei costi di transazione nei costi correnti del KID.
