Simone Basile

    Simone Basile

    Consulente Finanziario Indipendente

    Torna alle risorse
    CalcolatoreInvestimentiAggiornato a novembre 2026

    Calcolatore Buoni Fruttiferi Postali

    I Buoni Fruttiferi Postali sono un prodotto di risparmio emesso da Cassa Depositi e Prestiti, distribuito da Poste Italiane e garantito dallo Stato. Qui calcoli quanto renderebbe davvero un buono a scadenza: montante lordo e netto, imposta del 12,5%, imposta di bollo quando è dovuta e soprattutto il valore reale una volta tolta l'inflazione.

    Modifica i valori cliccando sui numeri Calcoli nel tuo browser, nessun dato raccolto

    Tassi della serie di riferimento aggiornati ad agosto 2026. Cambiano a ogni emissione: verifica il buono esatto sul sito di Poste Italiane e, se serve, correggi durata e tasso qui sotto.

    €
    anni
    %

    È il rendimento effettivo annuo lordo a scadenza pubblicato da Poste per la serie scelta.

    %

    Area euro, media annua 2006–2025: circa 2,1% (Eurostat, IAPC). Obiettivo BCE: 2% a medio termine.

    €

    Valore di rimborso degli altri buoni con la stessa intestazione: conta per la soglia dei 5.000 € oltre la quale si paga il bollo. Lascia 0 se hai solo questo. Non includere i buoni cartacei emessi prima del 2009, che hanno un regime a parte.

    Montante lordo

    6.724 €

    Interessi lordi: 1.724 €

    Imposte

    -336 €

    12,5% sugli interessi: 216 € · bollo: 120 €

    Montante netto

    6.389 €

    2,06% netto/anno

    Valore reale a scadenza (al netto di tasse e inflazione)

    5.038 €

    In potere d'acquisto di oggi, dopo 12 anni il tuo capitale di 5.000 € vale 5.038 €: un guadagno reale di +38 €, cioè 0,06% all'anno. Il capitale è garantito, ma il potere d'acquisto cresce pochissimo.

    Porta con te il risultato

    Scarica un PDF con i tuoi numeri.

    Come funziona il buono e che ruolo ha oggi

    Il montante a scadenza si ottiene capitalizzando il capitale al rendimento effettivo annuo lordo: capitale × (1 + tasso)anni. Sugli interessi si paga il 12,5%, come sui titoli di Stato, e non ci sono costi di sottoscrizione. Il bollo invece c'è. Vale lo 0,20% l'anno sul valore nominale e si paga quando, al 31 dicembre, il valore di rimborso di tutti i buoni con la stessa intestazione supera 5.000 €: Poste lo accantona anno per anno e lo trattiene al rimborso. Il capitale è garantito dallo Stato ed è sempre rimborsabile.

    Sono quindi uno strumento sicuro e senza costi di sottoscrizione. Il punto, in un'ottica di pianificazione, è un altro: con i rendimenti attuali il ritorno reale, cioè al netto di tasse e inflazione, è vicino allo zero. Per ottenerlo occorre inoltre vincolare il capitale per molti anni, perché il rendimento pieno matura solo tenendo il buono fino a scadenza: chi rimborsa prima riceve interessi ridotti e perde l'eventuale premio finale.

    È il motivo per cui, in una pianificazione costruita con criterio, oggi i buoni postali sono di fatto uno strumento in disuso: nella grande maggioranza dei casi non sono la scelta più efficiente. Proteggono il capitale nominale ma non lo fanno crescere realmente, e il lungo vincolo mal si concilia con obiettivi che cambiano nel tempo. Vale anche sul breve: un buono rimborsato in anticipo rende pochissimo, mentre titoli di Stato a breve o strumenti monetari offrono oggi un rendimento simile o superiore restando liquidi. È un'indicazione generale: ogni situazione va analizzata nel dettaglio.

    Domande frequenti

    Il montante a scadenza è capitale × (1 + tasso)anni, con il rendimento effettivo annuo lordo pubblicato da Poste per quella serie. Dagli interessi si toglie l'imposta del 12,5%. Se il totale dei tuoi buoni supera 5.000 €, si toglie anche il bollo dello 0,20% sul valore nominale, per ogni anno in cui la soglia è superata. Costi di sottoscrizione non ce ne sono.

    Gli interessi sono tassati al 12,5%, la stessa aliquota agevolata dei titoli di Stato, contro il 26% della maggior parte degli strumenti finanziari. Poi c'è il bollo. Per i buoni dematerializzati e per i cartacei emessi dal 2009 è lo 0,20% annuo sul valore nominale, dovuto solo se al 31 dicembre il valore di rimborso netto di tutti i buoni con la stessa intestazione supera 5.000 €; viene trattenuto quando il buono è rimborsato, con un minimo totale di 1 € quando dovuto. I cartacei emessi prima del 2009 non hanno soglia: pagano lo 0,20% sul nominale di ciascun titolo, con un importo minimo per buono.

    Con i tassi attuali il rendimento netto supera l'inflazione solo di poco: il rendimento reale è vicino allo zero. Il capitale nominale è garantito, ma il potere d'acquisto cresce pochissimo a fronte di un vincolo di molti anni. Puoi verificarlo cambiando l'inflazione nel calcolo qui sopra.

    Il capitale è sempre rimborsabile, ma il rendimento pieno si ottiene solo alla scadenza. Rimborsando in anticipo si riconoscono gli interessi solo fino all'ultima scadenza periodica utile e si perde l'eventuale premio finale: il rendimento reale effettivo può risultare molto più basso di quello mostrato. Secondo Poste, se nel rimborso anticipato il bollo portasse il rimborso netto sotto il capitale versato, quella parte non viene addebitata.

    Sarò diretto: nella grande maggioranza dei casi, oggi, il buono postale è la scelta meno efficiente. È di fatto uno strumento in disuso in una pianificazione costruita con criterio, per un motivo semplice: offre un rendimento reale vicino a zero in cambio di un vincolo di molti anni.

    Non regge il confronto nemmeno sugli orizzonti brevi: un buono rimborsato prima della scadenza restituisce interessi minimi, mentre i titoli di Stato a breve o gli strumenti monetari a basso rischio oggi rendono quanto (o più) restando pienamente liquidi. Sugli orizzonti lunghi, un portafoglio diversificato, ad esempio in ETF, ha oscillazioni ma un rendimento atteso ben superiore.

    Restano pochissimi casi limite in cui possono avere senso, come un capitale che deve rimanere garantito al 100% su un orizzonte breve e certo, ma sono l'eccezione, non la regola. 


    È un'indicazione generale: la scelta giusta dipende dalla tua situazione, che va analizzata nel dettaglio.

    Fonti e riferimenti5 fonti consultate
    1. Tassi e caratteristiche dei buoni: fogli Informativi di Cassa Depositi e Prestiti / Poste Italiane. I preset (serie 3×4) sono aggiornati ad agosto 2026 e vanno verificati sull'emissione in corso, perché cambiano nel tempo.
    2. Tassazione degli interessi (12,5%): aliquota agevolata sugli interessi dei buoni e dei titoli di Stato: D.Lgs. 239/1996, art. 2 e D.L. 66/2014, art. 3, comma 2, testi su Normattiva.
    3. Imposta di bollo: Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972, art. 13, comma 2-ter e nota 3-ter, testo vigente su Normattiva consultato il 3/11/2026; FAQ di Poste Italiane, sezione «Imposta di bollo sui Buoni Fruttiferi Postali».
    4. Inflazione (2%): obiettivo a medio termine della Banca Centrale Europea (strategia del 2025). Media annua dell'area euro nel 2006–2025: circa 2,1%, secondo l'indice IAPC di Eurostat.
    5. Metodo di calcolo: montante = capitale × (1 + rendimento lordo)anni; imposta = interessi × 12,5%; bollo = 0,20% × valore nominale per ogni anno in cui il valore di rimborso netto stimato, sommato agli altri buoni indicati, supera 5.000 €, con un minimo totale di 1 € al rimborso quando dovuto; valore reale = montante netto / (1 + inflazione)anni. Il calcolo assume il possesso fino a scadenza. Per stimare il bollo, si considera un 31 dicembre per ogni anno di durata e si mantiene costante il valore degli altri buoni indicati. Il valore di rimborso intermedio è calcolato con la stessa capitalizzazione annua del montante finale: per i buoni 3×4 questo può includere, nei primi anni, un bollo che non sarebbe dovuto.

    Hai dei Buoni Fruttiferi Postali? Vediamoli insieme.

    Il calcolatore ti dà l'ordine di grandezza, ma il tuo caso ha numeri e obiettivi precisi. In una videochiamata guardiamo nel dettaglio quanto rendono davvero i tuoi buoni, al netto di tasse e inflazione, e valutiamo con quali metodologie quelle stesse somme potrebbero lavorare meglio, soprattutto sul medio-lungo periodo, dove i buoni postali sono spesso particolarmente inefficienti.

    Si tratta di un confronto per capire se lo strumento che hai è davvero adatto a te. Nella maggior parte delle situazioni che vedo, non lo è.

    Analisi gratuita online
    Condividi il calcolatore
    Simone Basile, consulente finanziario indipendente

    Scritto da

    Simone Basile

    Consulente finanziario indipendente, iscritto all'Albo OCF. Aiuto le persone a investire e gestire il patrimonio senza conflitti d'interesse. Scopri di più

    5,0 su Google

    Ti è stato utile questo contenuto?