Simone Basile

    Simone Basile

    Consulente Finanziario Indipendente

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    CalcolatorePrevidenzaAggiornato a settembre 2026

    Calcolatore del gap previdenziale

    Di quanto scenderà il tuo reddito in pensione e quanto mettere da parte oggi per non perdere il tuo tenore di vita.

    Il gap previdenziale è la distanza fra l'ultimo reddito da lavoro e il primo assegno pensionistico. Con il sistema contributivo si allarga: chi oggi è giovane può avere una pensione pubblica più bassa, in proporzione al reddito, di quella delle generazioni precedenti. Nello scenario della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) il divario è maggiore per gli autonomi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti.

    Su cosa si basa la stima: sul tasso di sostituzione, il rapporto fra primo assegno pensionistico e ultimo stipendio, preso dalle proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) (Aggiornamento 2025). I profili tipo ipotizzano una carriera continua con 38 anni di contributi al pensionamento.

    Modifica i valori: il calcolo si aggiorna da solo Calcoli nel tuo browser, nessun dato raccolto
    Come cambia il tasso di sostituzione

    Il profilo cambia il tasso di sostituzione: per chi va in pensione nel 2058 è circa il 59% per un dipendente e il 47% per il profilo autonomo di artigiani e commercianti, che prevede contributi più bassi. Sono i due profili tipo della Ragioneria Generale dello Stato (RGS), con 38 anni di contributi e carriera continua. Chi ha un contratto di collaborazione rientra nel profilo dipendente, perché dal 2018 l'aliquota è la stessa; chi versa alla Gestione Separata come professionista sta fra i due, mentre le casse professionali seguono regole proprie e non sono coperte.

    anni
    anni

    L'età di vecchiaia è oggi 67 anni ed è destinata a salire con la speranza di vita.

    La retribuzione lorda annua riportata in busta paga.

    Lascia 0 per vedere solo il gap. Con una cifra vedi quanta parte del gap copriresti mettendola da parte ogni mese e investendola: le ipotesi sono spiegate sotto i risultati.

    Vai in pensione

    nel 2058

    a 67 anni, fra 32 anni

    Quanto prenderai di pensione

    1.478 €/mese

    lordi, il 59% del tuo reddito da lavoro di oggi

    Quanto ti mancherà ogni mese

    1.023 €/mese

    41% rispetto a oggi, cioè 12.270 € l'anno

    Come leggere questi importi

    Tutti gli importi sono lordi e al netto dell'inflazione. Gli importi mensili sono il valore annuo diviso per dodici, quindi non corrispondono alla busta paga né al cedolino della pensione, che seguono il numero di mensilità. Guardando le cifre nette, cioè quelle che arrivano davvero sul conto, il calo è più contenuto, perché sulla pensione si pagano meno imposte che sullo stipendio: il primo assegno netto vale circa il 65% dell'ultimo stipendio netto, contro il 59% al lordo.

    Il tuo reddito di oggi contro la pensione di domani

    Valori annui lordi, al netto dell'inflazione.

    Dove va ciò che metti da parte ogni mese?

    Il risparmio privato è quello che si accumula oggi per aggiungerlo alla pensione pubblica. Le cifre che seguono valgono se viene investito, e le strade principali sono due:

    Fondo pensione

    Rendimento ipotizzato 4,6% nominale, dopo i costi e prima delle imposte. I versamenti si deducono fino a 5.300 € l'anno e i dipendenti possono versarci il TFR.

    Investimento in ETF

    Rendimento ipotizzato 6,3% nominale, dopo il bollo e prima delle imposte sulle plusvalenze. Può essere costruito con un piano di accumulo o con una somma già disponibile.

    Quale convenga, o in che proporzione, dipende dalla situazione personale. Il calcolo usa la media dei due: 5,43% nominale l'anno, prima delle imposte. Per mantenere tutti i risultati in euro di oggi, i dati che seguono considerano anche un'inflazione del 2,0%. La fiscalità non viene considerata invece: dipende dallo strumento e, per gli ETF, dalle plusvalenze realizzate durante il decumulo. Tutti i passaggi sono nella nota tecnica.

    Le cifre che seguono valgono solo se il risparmio viene investito con le ipotesi qui sopra, cioè un mix fra fondo pensione ed ETF. Tenuto sul conto corrente, lo stesso importo mensile porta a un capitale più basso in euro di oggi.

    Come colmare il gap

    Per non perdere quei 1.023 € al mese serve arrivare alla pensione con un capitale personale, da affiancare alla pensione pubblica. Il primo riquadro dice quanto serve per colmare tutto il gap; il secondo parte dalla cifra che hai inserito e dice fin dove arriva.

    Per colmare tutto il gap serve mettere da parte

    301 €/mese

    Per 32 anni. Alla pensione arrivi con 205.274 €, che bastano a coprire tutto il gap fino a 92 anni.

    Se invece la pensione dura quanto l'aspettativa di vita media Istat, circa 86,4 anni, bastano 253 €/mese e un capitale di 172.798 €.

    Con una cifra scelta da te

    Scrivi qui sopra la cifra che pensi di mettere da parte ogni mese: vedi quanta parte del gap copre, che può essere meno o più di quanto serve.

    Porta con te il tuo gap previdenziale

    Scarica un PDF con la stima, il gap e i due scenari di copertura.

    Domande frequenti

    È il primo assegno pensionistico diviso per l'ultimo reddito da lavoro. Con un tasso del 60% la pensione vale il 60% dell'ultimo stipendio, e il 40% che manca è il gap. Si misura al lordo (prima delle imposte) oppure al netto. Il netto è più alto, perché sulla pensione si pagano meno imposte che sullo stipendio.

    Quello che si accumula oggi per aggiungerlo alla pensione pubblica. Le strade principali sono due: il fondo pensione, con la deduzione fiscale e la possibilità di versarci il TFR, e l'investimento in ETF, con un piano di accumulo o con una somma già da parte. Gli ETF sono più facilmente liquidabili, ma valore e fiscalità dipendono dal momento della vendita. Nessuna delle due soluzioni è sempre migliore: contano reddito, età, orizzonte e bisogno di liquidità, e spesso si usano insieme. Per questo il calcolatore usa una media dei due rendimenti.

    I tassi di sostituzione vengono dalle proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato (Aggiornamento 2025 del rapporto sulle tendenze del sistema pensionistico). Riguardano due figure tipo, un dipendente privato e un lavoratore autonomo iscritto alla gestione artigiani o commercianti, con carriera continua e 38 anni di contributi al pensionamento. Il calcolatore affianca all'orizzonte medio ricavato dai dati Istat uno scenario prudente fino a 92 anni.

    Perché dipende dalla tua storia contributiva: quanti anni hai versato, se la carriera ha avuto pause, come è cresciuto il reddito e a quale gestione sei iscritto. Il profilo autonomo del calcolatore riguarda artigiani e commercianti, non la Gestione Separata o le casse professionali. Per una stima sulla tua posizione c'è il servizio «La mia pensione futura» dell'INPS.

    Chi ha iniziato a versare dal 1996 in poi paga contributi solo fino al massimale contributivo INPS, che nel 2026 è di 122.295 € l'anno. Sul reddito oltre questa soglia non si versano contributi e non si matura pensione. Con un reddito alto il gap quindi cresce molto e il risparmio privato diventa uno degli strumenti principali per affrontarlo.

    Il profilo autonomo della Ragioneria Generale dello Stato riguarda artigiani e commercianti, per i quali l'aliquota contributiva è più bassa di quella complessiva dei dipendenti. A parità di reddito il montante previdenziale e la pensione stimata risultano quindi inferiori. La situazione può cambiare per chi versa alla Gestione Separata o a una cassa professionale.

    Quello che versi in un fondo pensione si deduce dal reddito imponibile fino a 5.300 € l'anno, quindi paghi meno IRPEF. Con un'aliquota marginale del 33%, 100 € versati ti costano 67 €. Il calcolatore non la considera, per non dare al fondo un vantaggio di partenza sull'investimento in ETF: è uno dei fattori da pesare caso per caso.

    Il rendimento mostrato è nominale e prima delle imposte: 5,43% l'anno per un mix al 50% fra fondo pensione ed ETF. Per esprimere reddito, pensione e capitale in euro di oggi, il motore lo converte in un rendimento reale del 3,36% usando un'inflazione del 2,0%. Le imposte non sono sottratte con un taglio unico iniziale: nel fondo pensione incidono annualmente sui rendimenti, mentre per gli ETF dipendono dalle plusvalenze realizzate, anche durante il decumulo. Lo scenario medio arriva a circa 86,4 anni; quello prudente arriva a 92 anni.

    Il calcolo è tutto in euro di oggi. Di seguito i passaggi, con i numeri inseriti.

    1. Pensione pubblica. Reddito fino al massimale contributivo (30.000 €) × tasso di sostituzione lordo del profilo della Ragioneria Generale dello Stato selezionato (dipendente privato) per il 2058 (59,1%) = 17.730 € l'anno. Il tasso è interpolato fra gli anni della proiezione (2030, 2040, 2050, 2060, 2070).
    2. Gap. Reddito di oggi − pensione pubblica = 30.000 €17.730 € = 12.270 € l'anno.
    3. Durata della pensione. Lo scenario medio arriva a 65 + 21,4 = 86,4 anni e dura 19,4 anni dal pensionamento. Lo scenario prudente arriva a 92 anni e dura 25 anni.
    4. Rendimento. Fondo pensione: 4,6% nominale dopo i costi. ETF: 6,5% nominale meno 0,2% di bollo = 6,3%. La media è 5,43% nominale prima delle imposte. La formula (1 + rendimento nominale) ÷ (1 + inflazione) − 1 produce un rendimento reale del 3,36%, usato nel calcolo in euro di oggi.
    5. Capitale da avere alla pensione. È il valore attuale di una rendita pari al gap per la durata dello scenario: gap × [1 − (1 + r)−D] ÷ r. Servono 172.798 € nello scenario medio e 205.274 € in quello prudente.
    6. Quanto mettere da parte. Quel capitale si divide per il valore finale di 1 € messo da parte ogni anno per 32 anni allo stesso rendimento, con i versamenti di ciascun anno capitalizzati a metà anno: (1 + r)0,5 × [(1 + r)n − 1] ÷ r. Il risultato annuo, diviso per 12, dà 301 € al mese nello scenario prudente.
    7. Se si inserisce una cifra mensile. Il percorso è inverso: cifra mensile × 12 × fattore di accumulo = capitale finale; capitale ÷ fattore di rendita = rendita annua; rendita ÷ gap = quota di gap coperta.

    Limiti: la media fra fondo pensione ed ETF è un'approssimazione, perché nella realtà la proporzione cambia da persona a persona. Non sono considerati la deduzione del fondo pensione, la fiscalità annuale dei rendimenti del fondo, le imposte sulle prestazioni e sulle plusvalenze realizzate durante il decumulo, né il TFR. Rendimento e reddito sono costanti in termini reali, senza oscillazioni di mercato. I tassi di sostituzione riguardano due profili tipo con 38 anni di contributi; il massimale vale per chi è iscritto dal 1996. Serve a stimare ordini di grandezza, non è una previsione né un calcolo attuariale.

    Fonti e riferimenti7 fonti consultate
    1. Tassi di sostituzione della previdenza obbligatoria: Ministero dell'Economia e delle Finanze, Ragioneria Generale dello Stato, Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, Aggiornamento 2025 (Rapporto n. 26), Tab. 6.1 (tassi lordi) e Tab. 6.4 (tassi netti e con previdenza complementare), scenario nazionale base.
    2. Massimale contributivo 2026 (122.295 €): L. 335/1995, art. 2, comma 18; INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026.
    3. Speranza di vita a 65 anni (21,4 anni): Istat, Tavole di mortalità, popolazione complessiva, età 65, anno 2025. Serve a costruire lo scenario medio.
    4. Rendimento del fondo pensione (4,6% nominale dopo i costi, prima delle imposte): rendimento reale lordo del 3%, inflazione del 2% e spese di 0,5 punti percentuali, dalle ipotesi della Ragioneria Generale dello Stato (Tab. 6.4, nota metodologica).
    5. Rendimento degli ETF (6,3% nominale dopo il bollo, prima delle imposte): 6,5% nominale atteso per l'azionario globale meno il bollo dello 0,2%, le stesse ipotesi del calcolatore PAC, con le fonti delle stime.
    6. Deducibilità del fondo pensione (5.300 €), citata ma non calcolata: D.Lgs. 252/2005, art. 8, aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025); Agenzia delle Entrate.
    7. Stima della pensione sulla tua posizione: servizio «La mia pensione futura» dell'INPS.

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    Simone Basile, consulente finanziario indipendente

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    Simone Basile

    Consulente finanziario indipendente, iscritto all'Albo OCF. Aiuto le persone a investire e gestire il patrimonio senza conflitti d'interesse. Scopri di più

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