Nell'aprile 2021 il Tesoro ha collocato un BTP (Buono del Tesoro poliennale) con scadenza 1° marzo 2072 al prezzo di 99,467 euro ogni 100 di valore nominale, la base su cui si calcolano cedole e rimborso. Il 4 novembre 2026 il prezzo ufficiale in Borsa era 54,57. In cinque anni e mezzo il titolo ha perso il 45% del suo prezzo. Il calo si spiega con il rendimento chiesto dal mercato, salito dal 2,18% a circa il 4,56% al prezzo ufficiale considerato: su un titolo che scade fra 45 anni, poco più di due punti bastano a dimezzare quasi il valore. Qui sotto il caso viene ricostruito con i dati ufficiali, insieme a cosa cambia per chi vende prima e per chi tiene il titolo fino in fondo.
In sintesi:
«Il prezzo scende quando sale il rendimento richiesto: la cedola del BTP resta fissa, quindi l'unico modo per allinearlo al mercato è un prezzo più basso.»
«La scadenza lontana amplifica l'effetto: per il BTP 2072 un rialzo immediato di un punto vale circa il 19% di prezzo in meno, contro meno del 3% per un titolo ipotetico a 3 anni con la stessa cedola.»
«Tenerlo fino alla scadenza non annulla ogni rischio: il rimborso nominale arriva nel 2072, se lo Stato paga, ma l'inflazione di 45 anni ne riduce il potere d'acquisto.»
«La domanda decisiva è quando ti serviranno i soldi: se la data è molto prima della scadenza, conta il prezzo di vendita, che oggi nessuno conosce.»
Il caso del BTP 2072: i numeri ufficiali
Il titolo è il BTP 2,15% con scadenza 1° marzo 2072 (codice ISIN IT0005441883, il numero che identifica il titolo e che serve a cercarlo nelle schede di Borsa). Il decreto di emissione in Gazzetta Ufficiale e il comunicato del Ministero dell'Economia ne riportano le condizioni; la scheda di Borsa Italiana riporta i dati di mercato.
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Cedola | 2,15% annuo, pagato in due rate il 1° marzo e il 1° settembre | Decreto di emissione |
| Prezzo di emissione (regolamento 14 aprile 2021) | 99,467 | Decreto e comunicato MEF |
| Rendimento lordo all'emissione | 2,179% | Comunicato MEF |
| Rimborso | 100, il 1° marzo 2072 | Decreto di emissione |
| Prezzo ufficiale del 4 novembre 2026 | 54,57 | Borsa Italiana |
| Rendimento effettivo a scadenza lordo | 4,53% | Borsa Italiana, prezzo di riferimento del 4 novembre 2026 |
| Duration modificata | 21,86 | Borsa Italiana, stessa data |
Il rendimento del 4,53% e la duration modificata 21,86 si riferiscono al prezzo di riferimento di 54,92. Il caso su 10.000 euro e gli scenari seguenti usano invece il prezzo ufficiale di 54,57059, arrotondato a 54,57 nel testo: a quel prezzo il rendimento ricalcolato è circa il 4,56%. Sono due basi di calcolo diverse.
Su 10.000 euro di valore nominale, all'emissione si pagavano 9.946,70 euro. Al prezzo ufficiale del 4 novembre 2026 la stessa quantità di titoli vale 5.457,06 euro. Nel frattempo sono maturate undici cedole lorde da 107,50 euro, dal settembre 2021 al settembre 2026: 1.182,50 euro in tutto. Chi avesse comprato all'emissione e venduto a quel prezzo avrebbe un risultato lordo di circa 3.300 euro in meno (5.457,06 + 1.182,50 − 9.946,70 = −3.307,14). Il conto è semplificato: esclude commissioni, imposte e i ratei, cioè la quota di cedola maturata che si regola fra chi compra e chi vende, e usa il prezzo ufficiale di una giornata, non quello effettivamente ottenibile con un ordine.
Perché il prezzo è sceso così tanto
Chi compra un BTP a tasso fisso acquista un calendario di pagamenti già scritto: le cedole e il rimborso a 100. Nel 2021 il mercato accettava di prestare allo Stato fino al 2072 per circa il 2,18% l'anno. Il 4 novembre 2026, per lo stesso prestito, il rendimento calcolato da Borsa Italiana era il 4,53%. La cedola del titolo non cambia. Un nuovo acquirente accetta quei pagamenti soltanto a un prezzo più basso, abbastanza basso da ottenere il rendimento che chiede oggi.
La Banca d'Italia descrive questa relazione come un'altalena: se il tasso sale, il prezzo dell'obbligazione scende, e viceversa. Aggiunge che il rischio di tasso cresce con la durata del titolo, che per i BTP arriva a 50 anni. Il legame si verifica ricalcolando il prezzo dai pagamenti previsti: scontandoli al 4,53%, cioè riportando i pagamenti futuri al loro valore di oggi, si ottiene, a meno di pochi centesimi, il prezzo di riferimento usato da Borsa Italiana per quel rendimento (54,92).
Perché la scadenza lontana amplifica la perdita
Un titolo che scade fra 3 anni lascia chi lo possiede con una cedola inferiore al mercato per poco tempo; poi rimborsa 100 e il denaro si può reinvestire alle condizioni nuove. Un titolo che scade nel 2072 lascia la stessa cedola bassa per 45 anni, e i pagamenti più lontani, compreso il rimborso, sono quelli che perdono più valore quando si scontano a un tasso più alto.
La misura sintetica di questa sensibilità è la duration. Borsa Italiana la definisce come la scadenza media dei flussi attesi, pesati per il loro valore attuale. La duration modificata, quella pubblicata nelle schede, stima la variazione percentuale del prezzo per una piccola variazione del rendimento: con 21,86, un movimento di un punto vale in prima approssimazione circa il 22% del prezzo. Per i fondi obbligazionari lo stesso indicatore si legge in modo diverso, perché il fondo rinnova i titoli e non ha una scadenza: la differenza è spiegata nella guida su duration ed ETF obbligazionari.
Per isolare l'effetto della sola scadenza, la tabella confronta quattro obbligazioni ipotetiche con la stessa cedola del BTP 2072 (2,15%) e lo stesso rendimento di partenza (4,5%). Cambia soltanto la durata.
| Scadenza | Prezzo | Duration modificata | Rendimento +1 punto | Rendimento −1 punto |
|---|---|---|---|---|
| 3 anni | 93,61 | 2,8 | −2,7% | +2,8% |
| 10 anni | 81,59 | 8,5 | −8,1% | +9,0% |
| 30 anni | 62,11 | 18,9 | −16,7% | +21,6% |
| 46 anni | 55,13 | 22,2 | −18,8% | +26,6% |
Elaborazione dell'autore: titoli ipotetici con cedola semestrale, prezzo calcolato dai flussi appena dopo lo stacco di una cedola, variazione immediata del rendimento con tutto il resto invariato. Sono stime di sensibilità, non previsioni sui tassi.
Passare da 3 a 46 anni moltiplica quasi per sette la perdita legata allo stesso rialzo. Cedola e rendimento di partenza sono identici: cambia solo quanto tempo resta prima del rimborso.
La duration è una stima: il ruolo della convessità
La formula con la duration traccia una retta, mentre la relazione fra prezzo e rendimento è una curva. Borsa Italiana chiama convessità il grado di questa curvatura e precisa che la duration è una buona stima solo per variazioni molto piccole del rendimento. Sul BTP 2072 la differenza è ampia. Ricalcolando il prezzo dai flussi effettivi del titolo, a partire dal prezzo ufficiale del 4 novembre 2026:
- Rendimento +1 punto: prezzo da 54,57 a circa 44,40, cioè −18,6%. La stima lineare con la duration darebbe circa −22%.
- Rendimento −1 punto: prezzo a circa 68,87, cioè +26,2%.
- Rendimento +2 punti: circa −32,2%; −2 punti: circa +63,7%.
A parità di movimento, un ribasso dei rendimenti fa salire il prezzo più di quanto un rialzo lo faccia scendere. È un aspetto favorevole, ma non attenua il punto principale: anche con la convessità, un rialzo di un punto toglie quasi un quinto del valore. Gli scenari sono variazioni istantanee usate per misurare il rischio; non dicono dove andranno i tassi.
Se lo tieni fino al 2072
Chi non vende non realizza il prezzo intermedio. Con la scadenza il prezzo converge verso il valore di rimborso, come ricorda la Banca d'Italia, e nel 2072 il titolo rimborsa 100 se lo Stato paga. Per chi ha comprato all'emissione a 99,467, il rendimento lordo all'emissione del 2,179% si riferisce proprio a questo caso: titolo tenuto fino alla fine e flussi pagati dallo Stato. Come ogni rendimento a scadenza, presuppone anche che le cedole siano reinvestite allo stesso tasso. In questo conto il prezzo intermedio non entra; conta invece il tasso al quale le cedole vengono davvero reinvestite.
Restano tre aspetti che il prezzo di oggi non mostra:
- Il tempo: mancano più di 45 anni. Per molte persone la data in cui serviranno i soldi arriva molto prima, e in quel momento conta il prezzo di vendita.
- L'inflazione: il rimborso è fissato in euro nominali. Con un'inflazione media del 2% annuo, il valore che la BCE indica come obiettivo nel medio termine, 100 euro rimborsati nel 2072 varrebbero circa 41 euro di oggi. È un'ipotesi di calcolo, non una previsione; con il calcolatore dell'inflazione puoi provare altri tassi.
- Il costo di restare fermi: una cedola del 2,15% bloccata per decenni continua a confrontarsi con i rendimenti disponibili sul mercato. La perdita di prezzo è proprio il modo in cui il mercato misura questa differenza.
Chi acquista un BTP molto sotto 100
Un prezzo molto sotto 100 non basta per considerare poco rischioso il titolo. Prezzo e rendimento incidono anche sulla duration, ma in questo caso la sensibilità resta elevata. Il 4 novembre 2026 il rendimento effettivo lordo indicato da Borsa Italiana era il 4,53%. Secondo la definizione di Borsa Italiana, questo rendimento presuppone che il titolo sia tenuto fino alla scadenza e che le cedole siano reinvestite allo stesso tasso; va quindi letto insieme a queste condizioni e al pagamento dei flussi da parte dello Stato. Nel frattempo la duration modificata resta intorno a 22. Il calcolo della sezione precedente vale anche per il nuovo acquirente: un ulteriore rialzo di un punto porterebbe il prezzo intorno a 44.
Il rendimento più alto convive quindi con oscillazioni di prezzo ampie, per decenni. Se i rendimenti salgono, le cedole si reinvestono a condizioni migliori, ma nessuno può fissare in anticipo quando questo compenserebbe la perdita di prezzo.
Cosa controllare se hai un BTP a lunga scadenza
- La data di utilizzo: confronta quando ti serviranno quei soldi con la scadenza del titolo. Se la spesa arriva molto prima, il risultato dipende dal prezzo di quel giorno.
- La duration modificata: cercando l'ISIN sul sito di Borsa Italiana, la scheda del titolo riporta la duration modificata accanto al rendimento effettivo a scadenza. Moltiplicata per un punto di rialzo dà un primo ordine di grandezza della perdita.
- Il peso sul totale: se il BTP 2072 vale il 30% dei risparmi, un rialzo immediato di un punto toglierebbe circa il 5,6% ai risparmi complessivi (30% × 18,6%), prima di ogni altro effetto.
- L'emittente: più BTP con scadenze diverse distribuiscono i rimborsi nel tempo, ma restano un credito verso lo stesso Stato. Il tema è trattato nel confronto fra BTP ed ETF obbligazionari.
- Le imposte: cedole, guadagni e perdite dei titoli di Stato seguono regole proprie, descritte nella guida sulla tassazione dei BTP; per l'uso delle perdite realizzate c'è la pagina sulle minusvalenze.
Il rimborso di un BTP a lunghissima scadenza dipende dallo Stato che lo emette; il suo prezzo, nel frattempo, può perdere quasi metà del valore. Per questo la scelta parte dalla data in cui serviranno i soldi, non dalla cedola.
Se vuoi capire come la stessa misura si applica ai fondi, continua con l'articolo su duration, rischi ed ETF a scadenza o consulta le risorse.
Domande frequenti
5 domande
Perché i BTP perdono valore quando salgono i tassi?
Un BTP a tasso fisso paga cedole già stabilite. Se il mercato chiede un rendimento più alto, il titolo trova acquirenti solo a un prezzo più basso, che compensi la cedola inferiore. Più lontana è la scadenza, più a lungo dura lo svantaggio e più forte è il calo.
Cosa succede se vendo un BTP prima della scadenza?
Ricevi il prezzo di mercato del momento, che può essere più alto o più basso di quello pagato. Il BTP 2072, emesso a 99,467, aveva un prezzo ufficiale di 54,57 il 4 novembre 2026: su 10.000 euro nominali, contando le cedole lorde incassate, il risultato semplificato è di circa 3.300 euro in meno.
Se tengo il BTP fino alla scadenza recupero il capitale?
Alla scadenza il BTP rimborsa il valore nominale, se lo Stato paga. Il rimborso nominale può essere diverso dalla somma pagata, che dipende dal prezzo di acquisto, e il suo potere d'acquisto si riduce con l'inflazione: con un'ipotesi del 2% annuo, 100 euro nel 2072 varrebbero circa 41 euro di oggi.
Che cos'è la duration modificata di un BTP e dove la trovo?
È un indicatore che stima di quanto varia in percentuale il prezzo per una piccola variazione del rendimento. Si trova nella scheda del titolo sul sito di Borsa Italiana, cercando il codice ISIN. Per il BTP 2072 era 21,86 il 4 novembre 2026; per movimenti ampi la stima va corretta con la convessità.
Un BTP lungo che costa molto meno di 100 ha un rischio di prezzo basso?
Non necessariamente. Un prezzo più basso corrisponde a un rendimento più alto e può ridurre la duration, a parità di altre condizioni. Nel caso del BTP 2072, però, la duration resta intorno a 22: ricalcolando i flussi ai dati del 4 novembre 2026, un ulteriore rialzo del rendimento di un punto porterebbe il prezzo, escluso il rateo maturato, da 54,57 a circa 44,40.
Fonti e riferimenti10 fonti consultate
- Gazzetta Ufficiale, decreto di emissione del BTP 2,15% 1° marzo 2072 (14 aprile 2021) – cedola, date di pagamento, regolamento, prezzo di emissione e rimborso alla pari.
- Ministero dell'Economia e delle Finanze, risultati dell'emissione del nuovo BTP a 50 anni (aprile 2021) – importo, prezzo di collocamento e rendimento lordo all'emissione del 2,179%.
- Borsa Italiana, scheda del BTP IT0005441883 – prezzo ufficiale, rendimento effettivo a scadenza lordo e duration modificata del 4 novembre 2026.
- Banca d'Italia, L'economia per tutti: le obbligazioni – relazione inversa fra tassi e prezzi, rischio di tasso crescente con la durata, convergenza del prezzo al valore di rimborso.
- CONSOB, le obbligazioni – maggiore esposizione al rischio di interesse dei titoli a tasso fisso e a lunga scadenza.
- Borsa Italiana, glossario: duration – definizione come scadenza media ponderata dei flussi e indicatore del rischio di tasso.
- Borsa Italiana, glossario: convessità – limiti della stima lineare con la duration per variazioni non piccole del rendimento.
- Borsa Italiana, glossario: rischio di tasso di interesse – effetto valore ed effetto reinvestimento, duration maggiore per i titoli a lunga scadenza.
- Borsa Italiana, glossario: tasso di rendimento effettivo a scadenza – ipotesi di detenzione fino a scadenza e reinvestimento delle cedole allo stesso tasso.
- Banca centrale europea, obiettivo di inflazione del 2% – obiettivo del 2% nel medio termine adottato dopo il riesame della strategia del 2021 (pagina in inglese).
