Quando in una famiglia arrivano lingotti, monete o i gioielli della nonna, la domanda che mi fanno è quasi sempre la stessa: «Se lo vendo, quanto pago di tasse?». La risposta dipende da due passaggi collegati: come l'oro entra nella successione e come viene tassato quando lo vendi.
In sintesi:
«L'oro ereditato entra nella successione: per coniuge e figli l'imposta è del 4% solo oltre 1 milione di euro a testa, quindi spesso non si paga nulla.»
«Alla vendita di lingotti e monete si paga il 26% sulla plusvalenza, cioè sulla differenza tra prezzo di vendita e valore fiscale di partenza.»
«Per chi eredita, il valore fiscale di partenza è quello della successione, non il prezzo pagato decenni fa: è il punto che decide quanto pagherai.»
«I gioielli personali seguono regole diverse: la plusvalenza del 26% riguarda l'oro allo stato grezzo o monetato.»
1. Quale oro rientra nella tassazione
La norma che tassa le plusvalenze sull'oro è l'articolo 67 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Riguarda i metalli preziosi «allo stato grezzo o monetato»: lingotti, placchette e monete d'oro. L'Agenzia delle Entrate, nella Risposta n. 1 del 2025, ha confermato che l'elenco comprende oro, argento, platino e anche palladio, con un'imposta sostitutiva del 26%. Per imposta sostitutiva si intende un'aliquota fissa che si paga al posto dell'IRPEF, senza sommare il guadagno agli altri redditi.
I gioielli sono oro lavorato: non sono oro grezzo né monete. Per questo, in linea generale, la vendita occasionale dei gioielli di famiglia da parte di un privato non rientra in questa plusvalenza. Le zone grigie esistono (monete da collezione, oro lavorato di grande valore, vendite ripetute nel tempo) e in quei casi conviene un parere del commercialista prima di vendere.
Per il quadro generale sulla tassazione dell'oro da investimento, IVA compresa, trovi tutto nella guida alla tassazione dell'oro. Qui mi concentro sull'oro che arriva in eredità.
2. L'oro nella dichiarazione di successione
L'oro fa parte dell'eredità come qualsiasi altro bene e va indicato nella dichiarazione di successione al suo valore di mercato alla data del decesso. Per lingotti e monete il valore si ricava dalla quotazione dell'oro e dal peso; una stima scritta di un operatore del settore rende il valore documentabile.
Quanto si paga di imposta di successione
Le aliquote dipendono dal grado di parentela con chi è mancato e si applicano sulla parte che supera la franchigia di ciascun erede, cioè la quota esente:
| Erede | Aliquota | Franchigia per erede |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti in quanto figli dei figli, genitori) | 4% | 1.000.000 € |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000 € |
| Altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado | 6% | nessuna |
| Altri soggetti | 8% | nessuna |
Per le persone con disabilità grave (legge 104/1992) la franchigia sale a 1,5 milioni di euro. In pratica, un figlio che eredita qualche decina di migliaia di euro in oro, insieme al resto del patrimonio, nella maggior parte dei casi non paga imposta di successione.
La presunzione del 10% su denaro e gioielli
Una regola poco nota: il Testo unico sulle successioni presume che nell'eredità ci siano denaro, gioielli e mobilia per almeno il 10% del valore netto imponibile dell'eredità, anche se non sono stati dichiarati o sono stati dichiarati per meno. La presunzione si supera solo con un inventario analitico, cioè un elenco dettagliato dei beni redatto da un notaio o da un cancelliere. Riguarda i gioielli di famiglia, mentre lingotti e monete da investimento vanno dichiarati per il loro valore. In concreto pesa solo se l'eredità supera le franchigie.
3. Quando vendi: come si calcola la plusvalenza
La plusvalenza è la differenza fra il prezzo a cui vendi e il costo fiscale dell'oro. Per i beni ricevuti in successione, l'articolo 68 del TUIR stabilisce che il costo è il valore definito (cioè accertato o concordato con l'Agenzia) o, in mancanza, quello dichiarato ai fini dell'imposta di successione. Se su quell'oro hai pagato imposta di successione, anche questa si aggiunge al costo fiscale.
Il prezzo che aveva pagato tua madre o tuo nonno, magari quarant'anni fa, non conta più. Conta il valore scritto in successione. Se vendi poco dopo, a un prezzo vicino a quel valore, la plusvalenza è piccola o assente.
Un esempio con i numeri
Esempio illustrativo: erediti monete d'oro dichiarate in successione per 12.000 €, con una stima scritta. Due anni dopo le vendi a 13.000 €.
Con il valore di successione documentato: la plusvalenza è 1.000 €, l'imposta del 26% è 260 €.
Senza alcun valore documentato: dopo la legge di bilancio 2024 (L. 213/2023) la plusvalenza coincide con l'intero prezzo di vendita, quindi il 26% si calcola su 13.000 € e l'imposta sale a 3.380 €.
Tutta la differenza sta nel documento con il valore di successione.
Se la dichiarazione di successione non è stata presentata
Coniuge e parenti in linea retta sono esonerati dalla dichiarazione se l'eredità non supera 100.000 € e non comprende immobili. È una semplificazione utile, ma ha un effetto collaterale: l'oro resta senza un valore fiscale dichiarato. Se poi lo vendi e non hai altri documenti sul costo, rischi che il 26% venga calcolato sull'intero incasso. È una situazione da chiarire con un commercialista prima di vendere, non dopo: anche chi è esonerato può valutare di presentare comunque la dichiarazione, proprio per fissare un valore dell'oro.
Come si dichiara e si paga
Se vendi oro fisico a un compro oro o a un privato, nessuno trattiene l'imposta al posto tuo, come invece fa la banca per i titoli nel regime amministrato (quello in cui l'intermediario calcola e versa le tasse per te). La plusvalenza la indichi tu nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui vendi, e l'imposta del 26% si versa con le modalità della dichiarazione.
4. Vendere l'oro ereditato: gli aspetti pratici
Tracciabilità: per legge gli operatori «compro oro» devono pagare con strumenti tracciabili le operazioni da 500 € in su. Un bonifico ti lascia anche la prova del prezzo di vendita.
Documenti da conservare: copia della dichiarazione di successione, stima dell'oro, ricevuta di vendita. Sono le carte che ti servono se l'Agenzia delle Entrate chiede conto della plusvalenza.
Tempi: il valore fiscale resta quello della successione anche se vendi anni dopo. Se nel frattempo il prezzo dell'oro sale, la plusvalenza cresce di conseguenza.
5. Tenerlo o venderlo?
Qui le tasse contano meno di altro. L'oro non produce interessi né dividendi: il suo ruolo in un patrimonio è di diversificazione, non di rendimento. Quando analizzo un'eredità con una famiglia guardo quanto pesa l'oro sul totale, se la custodia è sicura e se quei soldi servono a un obiettivo preciso, come la casa, gli studi dei figli o la pensione. Se l'oro ti interessa come investimento e non come oggetto, esistono anche gli ETC, titoli quotati in Borsa che replicano il prezzo dell'oro, con una fiscalità di tipo finanziario: ne parlo nella guida alla tassazione del capital gain.
Sull'oro ereditato il costo fiscale lo decide la successione: un valore dichiarato e documentato può farti risparmiare migliaia di euro di tasse alla vendita.
Se vuoi andare più a fondo, continua con la guida alla tassazione dell'oro o consulta le risorse.
Domande frequenti
Quanto oro posso vendere senza pagare tasse?
Per lingotti e monete non esiste una soglia di esenzione: si paga il 26% sulla plusvalenza, qualunque sia l'importo. Se però vendi a un prezzo pari o inferiore al valore fiscale (per l'oro ereditato, quello della successione), la plusvalenza è zero e non c'è imposta. La vendita occasionale di gioielli personali, in linea generale, non genera questa plusvalenza.
L'oro ereditato va dichiarato nella successione?
Sì, fa parte dell'eredità e va indicato al valore di mercato alla data del decesso. Per coniuge e figli l'imposta è del 4% solo sulla parte che supera 1 milione di euro per erede, quindi nella maggior parte dei casi non si paga nulla, ma dichiararlo fissa il valore fiscale utile alla vendita.
Su quale valore si calcola la plusvalenza dell'oro ereditato?
Sul valore definito o dichiarato ai fini dell'imposta di successione, come prevede l'articolo 68 del TUIR. Il prezzo pagato originariamente da chi ti ha lasciato l'oro non conta più. Se manca qualsiasi valore documentato, dopo la legge di bilancio 2024 il 26% si applica sull'intero prezzo di vendita.
Come si può evitare di pagare il 26% sull'intero incasso?
Avendo un valore fiscale documentato: la dichiarazione di successione con la stima dell'oro, oppure le fatture d'acquisto se l'oro è stato comprato. Con questi documenti paghi solo sulla differenza fra prezzo di vendita e valore di partenza. Non ci sono scorciatoie legali per azzerare l'imposta su un guadagno reale.
I gioielli ereditati si pagano come i lingotti?
No. La plusvalenza del 26% riguarda l'oro grezzo o monetato, mentre i gioielli sono oro lavorato. In successione la legge presume che denaro, gioielli e mobilia valgano almeno il 10% del valore netto imponibile dell'eredità, anche se non dichiarati o dichiarati per meno; la presunzione si supera solo con un inventario analitico.
Fonti e riferimenti7 fonti consultate
Agenzia delle Entrate, Risposta n. 1/2025 – metalli preziosi «allo stato grezzo o monetato» e imposta sostitutiva del 26%.
Art. 67 TUIR (DPR 917/1986) – plusvalenze da cessione di metalli preziosi come redditi diversi.
Art. 68 TUIR (DPR 917/1986) – costo per i beni acquisiti in successione (comma 6) e plusvalenza pari all'intero corrispettivo in mancanza di documentazione (comma 7, lettera d).
Agenzia delle Entrate, Imposta di successione: aliquote e franchigie – aliquote 4%, 6%, 8% e franchigie per erede.
Agenzia delle Entrate, Chi deve presentare la dichiarazione di successione – esonero per coniuge e parenti in linea retta sotto i 100.000 € senza immobili.
Art. 9 Testo unico successioni e donazioni (D.Lgs. 346/1990) – presunzione del 10% per denaro, gioielli e mobilia, nel testo modificato dal D.Lgs. 139/2024.
MEF, Dipartimento del Tesoro, FAQ Compro oro – pagamenti tracciabili dai 500 € in su (D.Lgs. 92/2017, art. 4, comma 2).
