Quando chiedi una consulenza sugli investimenti, ricevi un questionario, un'informativa sui costi e, se il rapporto prosegue, un rendiconto annuale. Questi documenti hanno una ragione precisa: la MiFID II, la direttiva europea che dal 3 gennaio 2018 stabilisce come gli intermediari devono comportarsi quando ti offrono un servizio di investimento. Se sai che cosa prevede, quei fogli smettono di essere burocrazia da firmare in fretta e diventano il modo più semplice per capire che cosa stai comprando e quanto lo paghi.
In sintesi:
«La MiFID II regola il rapporto con chi ti offre investimenti: informazioni da darti, verifiche sul tuo profilo, gestione dei conflitti di interesse.»
«I costi vanno comunicati in euro e in percentuale: prima di investire e, nei rapporti per cui è previsto, con un rendiconto annuale.»
«Consulenza indipendente ha un significato preciso: una gamma ampia di strumenti e nessun compenso trattenuto da chi emette o distribuisce i prodotti.»
Che cos'è la MiFID II
MiFID sta per Markets in Financial Instruments Directive, direttiva sui mercati degli strumenti finanziari. La direttiva 2014/65/UE, cioè la MiFID II, ha sostituito la prima versione del 2004 e, insieme al regolamento sui mercati degli strumenti finanziari (MiFIR), disciplina i mercati dell'Unione. CONSOB la riassume così: fissa le regole di comportamento e di trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando offrono servizi di investimento. In Italia è stata recepita nel Testo unico della finanza (TUF) e nei regolamenti della CONSOB.
Le regole cambiano a seconda di chi sei. La direttiva distingue i clienti professionali, che rispondono a criteri precisi, dai clienti al dettaglio, definiti per esclusione: chi non è professionale. Quasi tutti i risparmiatori rientrano nella seconda categoria. La differenza si vede subito: con un cliente professionale l'intermediario può presumere esperienza e conoscenze sui prodotti per cui è classificato tale, con te no. Te lo deve chiedere.
Il questionario: adeguatezza e appropriatezza
Il questionario MiFID serve all'intermediario per conoscerti. Le domande riguardano tre aree: conoscenza ed esperienza in materia di investimenti, situazione finanziaria e obiettivi. Con queste informazioni fa due verifiche diverse, che CONSOB descrive così:
- Adeguatezza: l'investimento corrisponde ai tuoi obiettivi e non ti carica di rischi che non puoi sopportare o non sei in grado di capire. È prevista per la consulenza e per la gestione di portafogli.
- Appropriatezza: riguarda solo la capacità di comprendere i rischi del prodotto, in base a conoscenze ed esperienza. È normalmente prevista per gli altri servizi, per esempio quando trasmetti un ordine senza ricevere una raccomandazione.
C'è un'eccezione: la sola esecuzione di ordini, chiamata anche execution-only. Per determinati strumenti non complessi, quando l'ordine parte dal cliente e sono rispettate le altre condizioni dell'articolo 25 della direttiva, l'intermediario può eseguire o trasmettere l'ordine senza verificare l'appropriatezza. Deve avvertirti che non benefici di quella tutela e rispettare le regole sui conflitti di interesse. Un ordine spontaneo, da solo, non basta a far scattare l'esenzione.
Nella consulenza e nella gestione di portafogli si raccolgono anche le preferenze di sostenibilità: se vuoi che gli investimenti rispettino determinati criteri ambientali o sociali, e in quale misura. Dal 2 agosto 2022 queste preferenze fanno parte della valutazione, insieme agli obiettivi finanziari e alla capacità di sostenere il rischio.
Una curiosità che crea confusione: nel testo italiano del regolamento europeo 2017/565 la verifica della consulenza si chiama «valutazione dell'idoneità», mentre «adeguatezza» indica quella più leggera. TUF, CONSOB e banche usano invece adeguatezza e appropriatezza come nell'elenco qui sopra. Se leggi la norma europea, tieni presente lo scambio di parole.
Ne discende una conseguenza pratica: senza le tue informazioni, chi presta consulenza non può raccomandarti nulla. Lo ricorda anche l'Arbitro per le Controversie Finanziarie della CONSOB. Rispondere in modo approssimativo, o farsi suggerire le risposte, sposta la valutazione su una persona che non sei tu. Ho spiegato come compilarlo senza errori nell'articolo sul questionario MiFID.
Nella consulenza al cliente al dettaglio c'è un documento in più che pochi leggono: la relazione sull'idoneità, che descrive la consulenza ricevuta e spiega perché la raccomandazione è adatta a te. Deve collegarla ai tuoi obiettivi, alla durata dell'investimento, alle tue conoscenze, alla propensione al rischio, alla capacità di sostenere perdite e alle preferenze di sostenibilità. Se la motivazione è generica e potrebbe valere per chiunque, è legittimo chiedere di più.
I costi: che cosa ti devono comunicare prima e dopo
Qui la MiFID II ha cambiato davvero le cose per chi investe. Il regolamento delegato 2017/565, all'articolo 50, chiede di presentare i costi in forma aggregata, sommando due blocchi:
- Costi del servizio: quanto paghi all'intermediario per la consulenza, l'esecuzione degli ordini, la custodia e gli altri servizi.
- Costi dello strumento: quelli legati alla realizzazione e alla gestione dei prodotti, per esempio le commissioni di gestione di un fondo.
Il totale va espresso sia in euro sia in percentuale, e i pagamenti che l'intermediario riceve da terzi in relazione al servizio, cioè gli incentivi, vanno indicati separatamente. Prima dell'investimento ricevi l'informativa ex ante, una stima dei costi.
Il rendiconto ex post riporta invece i costi effettivi. L'obbligo annuale dell'articolo 50, paragrafo 9, riguarda gli intermediari che hanno raccomandato o offerto gli strumenti, oppure devono fornire il documento con le informazioni chiave del prodotto, e hanno o hanno avuto un rapporto continuativo con il cliente durante l'anno. È il caso, per esempio, della gestione di portafogli. Il rendiconto è personalizzato: puoi chiedere anche il dettaglio delle singole voci.
Facciamo un esempio con numeri inventati. Su 50.000 € investiti, il rendiconto annuale riporta costi totali per 900 €, pari all'1,8%, e in una riga separata 400 € di incentivi ricevuti dalla banca. Quei 400 € possono essere già compresi nei 900 €: sommarli una seconda volta porterebbe a credere di aver pagato 1.300 €. Prima di trarre conclusioni, guarda come il documento costruisce il totale.
Ogni banca chiama questo documento in modo diverso. Nella guida al rendiconto costi MiFID spiego come leggerlo voce per voce, e ci sono guide dedicate a singoli istituti, come Intesa Sanpaolo e UniCredit.
Consulenza indipendente o non indipendente
Prima di prestarti consulenza, l'intermediario deve dirti tre cose: se la consulenza è fornita su base indipendente, se si basa su un'analisi ampia o ristretta del mercato (per esempio limitata ai prodotti del proprio gruppo) e se riceverai una valutazione periodica dell'adeguatezza. Lo prevedono l'articolo 24 della direttiva e, in Italia, l'articolo 24-bis del TUF.
«Indipendente», in questo senso, ha un contenuto preciso. Chi dichiara consulenza su base indipendente deve valutare una gamma di strumenti abbastanza ampia e diversificata, non limitata a quelli emessi dalla propria società o da soggetti legati, e non può accettare e trattenere compensi, commissioni o benefici pagati da terzi, salvo benefici non monetari di entità minima, che vanno comunque dichiarati.
È il motivo per cui il mio lavoro funziona a parcella. Sono un consulente finanziario autonomo e, come spiega l'OCF, l'organismo che tiene l'albo dei consulenti, i consulenti autonomi e le società di consulenza sono remunerati solo dal cliente e non possono ricevere benefici da altri soggetti. Una consulenza non indipendente è un modello diverso, legittimo, in cui il servizio è spesso pagato in parte dentro i costi dei prodotti. La differenza va conosciuta, perché cambia il modo di leggere sia i costi sia le raccomandazioni.
La Retail Investment Strategy: a che punto è
Il 18 dicembre 2025 Parlamento europeo e Stati membri hanno raggiunto un accordo politico sulla Retail Investment Strategy, un pacchetto che modifica anche la MiFID II. Secondo la Commissione europea, le misure prevedono tra l'altro:
- Rapporto qualità-prezzo: regole più severe sulla progettazione dei prodotti, perché quelli che non offrono un valore adeguato al loro costo non siano proposti ai clienti al dettaglio.
- Costi confrontabili: terminologia e presentazione standard dei costi.
- Riepilogo annuale dei risultati: un resoconto dell'andamento del portafoglio per tutti i clienti al dettaglio.
- Incentivi e pubblicità: più tutele dove gli incentivi restano ammessi, e responsabilità degli intermediari anche per le comunicazioni diffuse tramite social o personaggi noti che remunerano.
All'11 ottobre 2026 l'Osservatorio legislativo del Parlamento europeo riporta l'approvazione del testo concordato nella commissione competente il 23 giugno 2026 e indica l'11 novembre 2026 come data prevista, ancora indicativa, per il voto in plenaria. Il procedimento relativo alle modifiche della MiFID II risulta in attesa della posizione del Parlamento in prima lettura. L'accordo politico e il passaggio in commissione non rendono le nuove regole già applicabili: per la decorrenza contano gli atti definitivi e le relative disposizioni.
Come uso questi documenti con le persone che seguo
Quando qualcuno mi porta il proprio portafoglio, parto sempre dalle stesse carte, nello stesso ordine:
- Questionario: lo rileggo con la persona per capire se descrive davvero obiettivi, scadenze e tolleranza alle perdite. Spesso è stato compilato anni prima.
- Informativa ex ante: cerco il totale in euro e lo confronto con quello che la persona pensava di pagare.
- Rendiconto ex post: separo costi del servizio, costi dei prodotti e incentivi, senza doppi conteggi.
- Relazione sull'idoneità: verifico che la motivazione delle scelte si leghi a quella persona e non a un profilo standard.
Quasi sempre la sorpresa sta nella terza carta. La cifra in euro esisteva già, solo che nessuno l'aveva mai letta.
La MiFID II non sceglie al posto tuo, ma ti dà il diritto di sapere quanto paghi, perché ti viene proposto un prodotto e chi viene pagato per proportelo.
Per passare dalle regole ai numeri del tuo conto, leggi la guida al rendiconto costi MiFID.
Domande frequenti
5 domande
Che cos'è la MiFID in parole semplici?
È la direttiva europea che stabilisce come gli intermediari devono trattare i clienti quando offrono servizi di investimento. La MiFID II si applica dal 3 gennaio 2018 e riguarda informazioni da fornire, verifiche sul profilo del cliente, costi e conflitti di interesse.
Il questionario MiFID è obbligatorio?
Nella consulenza e nella gestione di portafogli l'intermediario deve raccogliere le informazioni necessarie su conoscenza ed esperienza, situazione finanziaria e obiettivi, comprese le preferenze di sostenibilità. Senza queste informazioni non può raccomandare un investimento. Negli altri servizi si verifica normalmente l'appropriatezza, con l'eccezione della sola esecuzione di ordini alle condizioni previste dalla legge.
Dove trovo i costi che pago sui miei investimenti?
Prima di investire ricevi un'informativa sui costi stimati. Nei rapporti che rientrano nell'obbligo annuale dell'articolo 50, paragrafo 9, ricevi anche il rendiconto dei costi effettivi, con il totale in euro e in percentuale e gli incentivi separati. L'obbligo richiede un rapporto continuativo durante l'anno e le ulteriori condizioni illustrate nella sezione sui costi.
Che differenza c'è tra consulenza indipendente e non indipendente?
La consulenza su base indipendente valuta una gamma ampia di strumenti, non limitata a quelli del proprio gruppo, e non trattiene compensi pagati da terzi. Nella consulenza non indipendente l'intermediario può essere remunerato anche tramite incentivi legati ai prodotti, che deve dichiararti.
La MiFID II sta per cambiare?
La Retail Investment Strategy prevede modifiche su rapporto qualità-prezzo, costi e incentivi. All'11 ottobre 2026, secondo l'Osservatorio legislativo del Parlamento europeo, il testo concordato è stato approvato in commissione e il voto in plenaria è indicativamente previsto per l'11 novembre 2026. Le nuove regole richiedono il completamento dell'iter e il rispetto delle date di applicazione degli atti definitivi.
Fonti e riferimenti13 fonti consultate
- CONSOB, MiFID II – applicazione dal 3 gennaio 2018 insieme a MiFIR e regole di comportamento e trasparenza per gli intermediari.
- Direttiva 2014/65/UE (MiFID II) – articolo 4 sulle categorie di clienti, articolo 24 sulle informazioni ai clienti e sulla consulenza su base indipendente, direttiva abrogata 2004/39/CE.
- Regolamento delegato (UE) 2017/565 – articolo 50 sui costi ex ante ed ex post, articolo 54 sulla valutazione e relazione sull'idoneità, articolo 56 sulla verifica per gli altri servizi.
- ESMA, MiFID II: articolo 25 – valutazioni di adeguatezza e appropriatezza, condizioni per l'esenzione nella sola esecuzione di ordini.
- Regolamento delegato (UE) 2021/1253 – preferenze di sostenibilità nella valutazione e relazione sull'idoneità, applicabili dal 2 agosto 2022.
- ESMA, risposta 1844 sui costi ex post – condizioni dell'informativa annuale, aggregazione dei costi e possibilità di chiedere il dettaglio.
- Testo unico della finanza, articolo 24-bis – informazioni sulla consulenza e regole della consulenza su base indipendente.
- CONSOB, I servizi di investimento – adeguatezza, appropriatezza e informazioni raccolte con il questionario.
- CONSOB/ACF, Consulenza in materia di investimenti – informazioni necessarie per raccomandare un investimento e conflitti di interesse.
- Banca d'Italia, C'è fondo e fondo – costi di consulenza e distribuzione inclusi nei prodotti acquistati in filiale e retrocessioni alla banca.
- OCF, Sezioni dell'albo – consulenti autonomi e società di consulenza remunerati solo dal cliente.
- Commissione europea, comunicato IP/25/3125 – accordo politico del 18 dicembre 2025 sulla Retail Investment Strategy e passaggi successivi.
- Parlamento europeo, procedimento 2023/0167(COD) – stato dell'iter, approvazione in commissione del 23 giugno 2026 e data indicativa del voto in plenaria, verificati l'11 ottobre 2026.
