Simone Basile

    Simone Basile

    Consulente Finanziario Indipendente

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    ArticoloFinanza personale
    6 ottobre 20267 min di lettura

    Polizza temporanea caso morte: quanto capitale assicurare

    Temporanea caso morte: come calcolare capitale e durata da mutuo, spese e redditi dei superstiti, con un esempio numerico e il bisogno che cala nel tempo.

    Quando si parla di temporanea caso morte la domanda arriva quasi sempre al contrario: quanto costa? Io ne farei un'altra prima: quanto capitale servirebbe alla tua famiglia, e per quanti anni? Il premio si valuta dopo, perché dipende da quella risposta.

    In sintesi:

    • «La temporanea caso morte paga solo se il decesso avviene nel periodo coperto: se l'assicurato è in vita alla scadenza, la compagnia trattiene i premi.»
    • «Il capitale si calcola dal bisogno: debiti da estinguere, più il reddito che mancherebbe per gli anni necessari, meno le risorse già disponibili.»
    • «Il bisogno cala nel tempo: man mano che il mutuo scende e i figli diventano autonomi, serve meno capitale. La durata e la forma della copertura vanno scelte di conseguenza.»
    • «I numeri sono ipotesi tue: spese, redditi e anni di copertura cambiano il risultato più di qualsiasi regola pratica.»

    Che cosa paga una temporanea caso morte

    La temporanea caso morte, chiamata anche TCM, è una polizza sulla vita con durata prefissata. IVASS, l'autorità di vigilanza sulle assicurazioni, la descrive come la forma più diffusa di assicurazione caso morte. Il capitale assicurato viene pagato ai beneficiari solo se il decesso avviene nel periodo di validità. Se alla scadenza l'assicurato è in vita, l'impresa trattiene tutto il premio versato. Non è uno spreco: è il prezzo del trasferimento del rischio.

    Tre figure compaiono nel contratto. Il contraente stipula e paga il premio, l'assicurato è la persona sulla cui vita è costruita la copertura, il beneficiario riceve il capitale. Il beneficiario si indica alla stipula, per nome oppure in forma generica, come «i miei eredi legittimi». Per l'imposta di successione, l'IRPEF e i diritti degli altri familiari rimando all'articolo su polizze vita e successione: qui mi occupo di quanto assicurare.

    Il metodo: dal danno economico al capitale

    La polizza non sostituisce una persona. Sostituisce, in denaro e per un tempo limitato, ciò che la famiglia perderebbe. Il calcolo ha quattro voci:

    1. Debiti da estinguere: il mutuo residuo e gli altri finanziamenti che i superstiti non potrebbero sostenere.
    2. Reddito mancante: la differenza fra le spese della famiglia dopo il decesso e i redditi dei superstiti, moltiplicata per gli anni in cui serve, per esempio fino all'autonomia dei figli.
    3. Spese specifiche: studi dei figli o altre uscite che vuoi proteggere, con un importo scritto, non intuito. Nell'esempio non le inserisco.
    4. Risorse già disponibili: risparmi che i superstiti userebbero, coperture esistenti, eventuali prestazioni ai superstiti da verificare con l'INPS. Si sottraggono.

    Capitale = debiti + reddito mancante + spese specifiche − risorse disponibili. Le regole pratiche che circolano, come un multiplo del reddito, nascondono ipotesi su spese, durata e risparmi: preferisco rendere esplicite quelle ipotesi.

    Un esempio con i numeri

    La famiglia è inventata e serve a mostrare il calcolo. Non propongo una polizza né un capitale.

    • Assicurato: 38 anni, reddito netto di 2.500 euro al mese, principale sostegno della famiglia.
    • Partner: reddito netto di 1.600 euro al mese.
    • Figlio: 4 anni. Ipotizzo che diventi autonomo a 22: servono 18 anni di sostegno.
    • Mutuo: 160.000 euro residui, 22 anni, tasso fisso del 3% (ipotesi), rata di 829 euro.
    • Spese della famiglia: 3.700 euro al mese, rata compresa.
    • Dopo il decesso: il mutuo viene estinto con il capitale e le spese personali dell'assicurato, 400 euro al mese, spariscono.
    • Risparmi disponibili: 30.000 euro oltre il fondo per gli imprevisti.
    1. Debito da estinguere: 160.000 euro.
    2. Spese dopo il decesso: 3.700 − 829 − 400 = 2.471 euro al mese.
    3. Reddito mancante: 2.471 − 1.600 = 871 euro al mese, cioè 10.452 euro l'anno, per 18 anni = 188.136 euro.
    4. Totale: 160.000 + 188.136 = 348.136 euro.
    5. Meno i risparmi: 348.136 − 30.000 = 318.136 euro.

    Nel conto non ci sono inflazione, rendimenti del capitale incassato, imposte sui rendimenti, spese per gli studi e prestazioni dell'INPS. Ognuna cambierebbe il risultato in una direzione diversa. Tenerle fuori rende il calcolo leggibile, non completo.

    Il bisogno cala: capitale e durata

    Lo stesso calcolo, ripetuto in anni diversi, mostra quanto capitale servirebbe se l'evento accadesse allora. Il mutuo scende secondo il piano di ammortamento e restano meno anni di sostegno al figlio. I risparmi li lascio fermi a 30.000 euro.

    AnnoMutuo residuo (euro)Reddito mancante da coprire (euro)Bisogno dopo i risparmi (euro)
    0160.000188.136318.136
    5132.290135.876238.166
    10100.10283.616153.718
    1562.71231.35664.068
    2019.27900

    Il bisogno si dimezza in circa dieci anni e dopo vent'anni, con questi dati, sparisce. Un capitale costante di 318.136 euro per tutta la durata coprirebbe il primo anno e supererebbe di molto il bisogno dopo: al quindicesimo anno sarebbe circa cinque volte più alto. Per questo valuto tre impostazioni da confrontare con preventivi veri:

    • Un capitale costante: semplice, copre il bisogno iniziale per tutta la durata, ma il premio è calcolato anche sul capitale che a un certo punto non serve.
    • Due coperture: una a capitale che segue il debito residuo per il mutuo e una a capitale costante, più breve, per il reddito dei 18 anni. IVASS descrive le polizze abbinate al finanziamento, che pagano il debito residuo alla banca o a un beneficiario.
    • Una durata più corta: di norma costa meno, ma lascia scoperti gli anni finali. Con 15 anni di durata, per esempio, dopo il quindicesimo anno resterebbe un bisogno di circa 64.000 euro, senza copertura.

    Non indico quale convenga: dipende dai preventivi, che variano con garanzie, ammontare, età, stato di salute e professione. Chiedi lo stesso capitale e la stessa durata a più imprese e confronta il premio totale nel tempo.

    Cosa controllo prima di firmare

    • Dichiarazioni: IVASS ricorda che hai il dovere di rendere dichiarazioni esatte, complete e veritiere sul rischio, anche rispondendo al questionario. Servono a valutare il rischio e a calcolare il premio.
    • Esclusioni e carenza: leggi quali eventi non sono coperti e se c'è un periodo iniziale in cui la copertura non funziona. Per le polizze abbinate ai mutui IVASS cita, fra le esclusioni più comuni, il suicidio quando avviene di norma nei primi due anni.
    • Beneficiari: chi riceverebbe il capitale e come si dividerebbe. Aggiorna la designazione se la famiglia cambia.
    • Coperture esistenti: controlla polizze già in vigore, comprese quelle collegate al mutuo o offerte dal datore di lavoro, prima di aggiungerne altre.
    • Revisione: ripeti il calcolo quando cambiano mutuo, figli, redditi o risparmi.
    Il capitale da assicurare non si sceglie dal premio né da una cifra tonda: si ricava dal danno economico che la famiglia dovrebbe sostenere e dagli anni in cui quel danno durerebbe.

    Se vuoi andare più a fondo, continua con la guida sulla pianificazione finanziaria oppure usa il calcolatore della liquidità per stimare la riserva per le spese correnti. Non indica quale capitale assicurare.

    Domande frequenti

    5 domande

    Cos'è una polizza temporanea caso morte?

    È una polizza sulla vita con durata prefissata. Il capitale va ai beneficiari solo se l'assicurato muore nel periodo coperto, mentre alla scadenza, se l'assicurato è in vita, l'impresa trattiene i premi.

    Come si calcola il capitale da assicurare?

    Si sommano debiti da estinguere, reddito mancante per gli anni necessari e spese specifiche, poi si sottraggono risparmi e coperture già disponibili. Le ipotesi su spese, redditi e anni vanno scritte e riviste.

    Per quanti anni conviene assicurarsi?

    Per il periodo in cui il bisogno esiste: il mutuo residuo e gli anni di sostegno ai figli. Il bisogno scende nel tempo, quindi una durata troppo lunga con capitale costante può costare più del necessario.

    Il mutuo basta come criterio?

    Di solito no. Estinguere il mutuo toglie una spesa, ma non sostituisce il reddito che mancherebbe per le altre spese della famiglia.

    Serve una TCM se i superstiti hanno già un patrimonio sufficiente?

    Dipende dal calcolo. Se i redditi e le risorse dei superstiti coprono il bisogno, il capitale da assicurare può risultare molto basso o nullo.

    Fonti e riferimenti2 fonti consultate
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    Simone Basile, consulente finanziario indipendente

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    Simone Basile

    Consulente finanziario indipendente, iscritto all'Albo OCF. Aiuto le persone a investire e gestire il patrimonio senza conflitti d'interesse. Scopri di più

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