Simone Basile

    Simone Basile

    Consulente Finanziario Indipendente

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    ArticoloInvestimenti
    18 ottobre 20267 min di lettura

    Asset allocation strategica, dinamica e tattica

    Asset allocation strategica, dinamica e tattica: differenze, limiti e un esempio per distinguere ribilanciamento e previsioni sui mercati.

    Decidere quanto investire in azioni, obbligazioni e liquidità significa scegliere quali rischi porterai nel tuo patrimonio, ed è da qui che parto. La scelta prende il nome di asset allocation, cioè ripartizione del capitale fra categorie di investimento, e viene prima della ricerca del singolo strumento con cui realizzarla.

    Leggendo Asset Allocation for Dummies di Andrea Gonzali, consulente finanziario indipendente e autore del blog Dedalo Invest, ho ritrovato una distinzione utile: strategica, dinamica e tattica. Dietro queste tre parole ci sono motivi diversi per modificare un portafoglio, con conseguenze concrete su quante decisioni prenderai e su quanto dipenderanno dalle tue previsioni.

    In sintesi:

    • «La strategica: definisce i pesi di riferimento a partire da obiettivi, tempo disponibile e rischio sostenibile.»

    • «La dinamica: adatta l'allocazione a cambiamenti strutturali del contesto economico.»

    • «La tattica: introduce scostamenti temporanei per cogliere opportunità di mercato attese.»

    • «Il motivo dell'intervento: permette di distinguere un ribilanciamento, una revisione degli obiettivi e una previsione sui mercati.»

    Che cosa scegli quando definisci l'asset allocation

    Le classi di attività, o asset class, raggruppano investimenti con caratteristiche comuni: le azioni partecipano al capitale delle imprese, le obbligazioni sono titoli di debito, la liquidità copre le spese vicine e gli imprevisti. Un patrimonio prevalentemente azionario si comporterà diversamente da uno destinato soprattutto a liquidità e obbligazioni, anche quando entrambi contengono strumenti poco costosi.

    La ripartizione va poi costruita al suo interno. Quante imprese? Quali emittenti obbligazionari, quali scadenze e quali valute? La diversificazione, cioè distribuire l'esposizione fra investimenti differenti, riduce la dipendenza da singole posizioni; avere molti prodotti che contengono gli stessi titoli aggiunge invece poca varietà al rischio effettivo del patrimonio.

    Asset allocation strategica: i pesi di riferimento

    La prima verifica riguarda la destinazione del capitale. Quando servirà? Nel mio modo di impostare il piano, parto dagli obiettivi e dal tempo che manca a ciascuna spesa, poi verifico quali oscillazioni siano sostenibili per la persona e quali rischierebbero di compromettere proprio quel risultato.

    La strategia deve tenere insieme questi elementi, e per questo non esiste un peso valido per tutti. Una somma destinata a una spesa ravvicinata e poco rinviabile richiede una gestione diversa dal capitale che può restare investito per molti anni: attribuire a tutto il patrimonio un'unica scadenza nasconde bisogni che potrebbero essere incompatibili fra loro.

    Una volta definiti i pesi, le variazioni dei prezzi li spostano, anche se non fai nessuna operazione. Il ribilanciamento riporta la composizione verso i pesi concordati, secondo le regole del piano; una revisione della strategia serve invece quando quelle percentuali non sono più adatte a obiettivi o vincoli aggiornati.

    Asset allocation dinamica: quale significato stiamo usando

    Qui uso il termine «dinamica» per descrivere aggiustamenti legati a cambiamenti economici e finanziari ritenuti strutturali, su un orizzonte di medio e lungo periodo. Borsa Italiana, per esempio, chiama dinamici anche gli adattamenti rapidi: prima di confrontare due approcci, quindi, occorre capire quali regole concrete stiano sotto la stessa etichetta.

    Chi adotta questo approccio può modificare i pesi perché valuta diversamente lo scenario economico o le prospettive delle classi di attività. Anche una lettura ragionata del contesto può rivelarsi errata, e chiamare un cambiamento «strutturale» non basta a riconoscerlo con certezza mentre sta avvenendo. Serve un criterio verificabile.

    Per valutarlo chiederei quali informazioni attivino una modifica e quali condizioni ne giustifichino il mantenimento o la correzione. Vorrei trovarle scritte prima dell'intervento: in seguito, quando l'esito è già noto, diventa molto più facile costruire una spiegazione convincente per quasi qualsiasi scelta.

    Asset allocation tattica: gli scostamenti temporanei

    La tattica modifica intenzionalmente, e per un periodo limitato, i pesi della strategia di base, sulla convinzione che alcune opportunità siano più favorevoli di altre. Ridurre le azioni perché si prevede un ribasso, con l'idea di ricomprarle in seguito, lega il risultato anche all'esattezza e alla tempestività di quella previsione.

    Il market timing è il tentativo di scegliere quando aumentare o ridurre l'esposizione in funzione dei movimenti di mercato attesi. Uscire prima di un ribasso serve a poco se poi si rientra dopo una risalita che ha già annullato il vantaggio, oppure se il rialzo prosegue mentre il capitale resta fuori. Le decisioni da azzeccare sono due.

    A ogni passaggio possono aggiungersi costi di negoziazione ed effetti fiscali, e il risultato va misurato al netto di entrambi. Una scelta riuscita racconta un episodio; per valutare un processo occorre osservare l'insieme delle decisioni e confrontarlo con il portafoglio di riferimento, senza attribuire automaticamente all'abilità ciò che potrebbe dipendere dal caso.

    Approccio

    Motivo della scelta

    Verifica da fare

    Strategico

    Definire la ripartizione coerente con obiettivi e vincoli.

    I pesi restano sostenibili e adatti alle spese previste?

    Dinamico

    Adattarsi a un cambiamento di scenario ritenuto duraturo.

    Quali criteri permettono di riconoscerlo e riesaminare la decisione?

    Tattico

    Puntare su una previsione temporanea di mercato.

    Quando termina lo scostamento e quanto costa attuarlo?

    Un esempio: quando vendere azioni è un ribilanciamento

    Considera un esempio puramente illustrativo, che non indica pesi adatti a te: 100.000 euro, di cui 60.000 in azioni e 40.000 in obbligazioni. Ipotizziamo che la parte azionaria salga del 20% e quella obbligazionaria resti invariata, senza versamenti, prelievi, costi o imposte: avresti 72.000 euro in azioni e 40.000 in obbligazioni, per un totale di 112.000 euro.

    Le azioni peserebbero circa il 64,3%. Il riferimento era il 60%. Se la regola concordata richiedesse di ripristinarlo, il valore azionario desiderato sarebbe 67.200 euro: trasferire 4.800 euro alle obbligazioni riporterebbe il portafoglio al 60/40, nelle ipotesi semplificate dell'esempio.

    La motivazione è il controllo dei pesi, senza una previsione sull'andamento futuro delle azioni. Quando i flussi lo consentono, anche i nuovi versamenti possono contribuire a correggere lo scostamento; per il calcolo operativo, con il trattamento di costi e imposte, rimando all'articolo sul ribilanciamento di un portafoglio di ETF (i fondi negoziati in borsa).

    Quando cambiano gli obiettivi, va riesaminata la strategia

    Se una spesa prima prevista fra molti anni diventa imminente, cambia il vincolo. Riesaminare il rischio assegnato a quella somma segue allora una modifica del piano personale, anche se sui mercati non è successo nulla che suggerisca di vendere o acquistare.

    Per questo, prima di discutere una percentuale, voglio capire perché la si stia modificando. Per impostare questo ragionamento trovi l'articolo sulla pianificazione finanziaria; il calcolatore della liquidità aiuta invece a esaminare la parte di patrimonio da tenere disponibile.

    Prima di cambiare i pesi del portafoglio, scrivi quale obiettivo o quale regola giustifica la decisione.

    Confronta la motivazione del tuo ultimo intervento con le regole che avevi fissato. Se non le trovi scritte, parti da quelle: renderanno più chiaro il prossimo controllo del portafoglio.

    Domande frequenti

    4 domande

    Qual è la differenza fra asset allocation strategica e tattica?

    La strategica definisce la ripartizione di riferimento coerente con obiettivi e vincoli. La tattica introduce scostamenti temporanei per opportunità di mercato attese, aggiungendo decisioni sulle condizioni di ingresso e di rientro.

    L'asset allocation dinamica ha una definizione unica?

    No. Qui indica aggiustamenti per cambiamenti strutturali del contesto; Borsa Italiana, per esempio, usa il termine anche per interventi rapidi. Occorre leggere le regole concrete del processo descritto.

    Ribilanciare significa fare market timing?

    Ribilanciare significa correggere gli scostamenti dai pesi concordati. La decisione segue le regole del piano e può essere presa senza formulare una previsione sull'andamento futuro dei mercati.

    Una strategia di lungo periodo può essere modificata?

    Sì, quando cambiano obiettivi, vincoli o rischio sostenibile. Prima si verifica se i pesi di riferimento siano ancora adatti; poi si decide come intervenire sulla composizione del portafoglio.

    Fonti e riferimenti3 fonti consultate
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    Simone Basile, consulente finanziario indipendente

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    Simone Basile

    Consulente finanziario indipendente, iscritto all'Albo OCF. Aiuto le persone a investire e gestire il patrimonio senza conflitti d'interesse. Scopri di più

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