Gli anni dell'università non contano per la pensione, a meno che tu non li «ricompri». È il riscatto della laurea: paghi all'INPS i contributi che mancano e quegli anni diventano anni di contributi. Nel 2026 la versione agevolata costa circa 6.200 € per ogni anno. La domanda che mi fanno più spesso è se ne valga la pena, e la risposta cambia molto da persona a persona.
In sintesi:
«Il riscatto agevolato nel 2026 costa 6.206,64 € per anno, a prescindere dallo stipendio; quello ordinario si calcola sulla retribuzione e per molti costa di più.»
«L'onere è deducibile dal reddito se sei già stato iscritto a una gestione previdenziale: con un'aliquota marginale del 33% un anno agevolato costa di fatto circa 4.160 €.»
«Si paga anche in 120 rate mensili senza interessi, ma una volta pagato il riscatto non si può revocare.»
«Il vantaggio principale è andare in pensione prima: conviene in particolare a chi punta alla pensione anticipata.»
1. Cosa si può riscattare
Si riscattano gli anni della durata legale del corso, per chi ha conseguito il titolo: laurea triennale, magistrale o specialistica, lauree del vecchio ordinamento, diplomi universitari, specializzazioni post laurea di almeno due anni, dottorati di ricerca, diplomi AFAM (Alta formazione artistica e musicale) e ITS Academy. Si può riscattare tutto il corso o solo alcuni periodi, e anche più corsi di laurea.
Tre limiti da conoscere:
Anni fuori corso: non sono riscattabili.
Periodi già coperti: se in quegli anni avevi già contributi (per esempio lavoravi), quei periodi non si riscattano.
Contributi di partenza: serve almeno un contributo obbligatorio nella gestione in cui presenti la domanda. Fa eccezione chi non ha mai lavorato né è mai stato iscritto a una forma di previdenza obbligatoria (l'«inoccupato»), che può chiederlo comunque.
2. Quanto costa: ordinario o agevolato
Il costo dipende da dove si collocano gli anni da riscattare. Il sistema contributivo è quello in cui la pensione si calcola sui contributi versati; vale in generale per i periodi dal 1° gennaio 1996, con eccezioni per chi a fine 1995 aveva già 18 anni di contributi. Nel sistema retributivo, invece, la pensione si calcola sugli ultimi stipendi.
| Tipo di riscatto | Come si calcola | Costo per un anno |
|---|---|---|
| Ordinario, periodi nel sistema contributivo | 33% della retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi (dipendenti privati; nelle altre gestioni si applica la loro aliquota) | con 32.170 € di retribuzione: 10.616 € (esempio INPS) |
| Agevolato (periodi nel contributivo; prima del 1996 solo con opzione) | 33% del minimale, cioè il reddito minimo su cui artigiani e commercianti pagano i contributi (18.808 € nel 2026) | 6.206,64 € per le domande 2026 |
| Ordinario, periodi nel sistema retributivo (prima del 1996) | riserva matematica, cioè il capitale che serve a finanziare l'aumento di pensione: dipende da età, sesso, anzianità e retribuzioni | variabile: lo calcola l'INPS caso per caso |
Con la formula agevolata una laurea triennale costa 18.619,92 €, una laurea di cinque anni 31.033,20 €. Il costo non dipende dallo stipendio: per chi guadagna più del minimale è più basso dell'ordinario.
Il rovescio della formula agevolata
Con l'agevolato versi contributi calcolati sul minimale, quindi ti vengono accreditati contributi più bassi rispetto all'ordinario. Gli anni contano tutti per raggiungere il diritto alla pensione, ma l'assegno cresce meno. Per questo dico spesso che il riscatto agevolato serve prima di tutto ad anticipare la pensione.
Il riscatto agevolato vale anche per anni di università precedenti al 1996, ma solo se scegli di far calcolare tutta la pensione con il sistema contributivo. È una scelta che diventa definitiva con il pagamento della prima rata e che per chi ha anni nel sistema retributivo può ridurre l'assegno: va valutata con una simulazione, non d'istinto.
3. Come si paga e quanto si recupera in tasse
Per le domande presentate dal 2008 si può pagare in un'unica soluzione entro 60 giorni dal provvedimento oppure in rate mensili senza interessi, fino a 120. Le rate non sono ammesse per chi è già in pensione; se durante il piano maturi la pensione e ne fai domanda, il residuo va saldato in un'unica soluzione. Se paghi solo una parte, ti vengono accreditati i periodi corrispondenti a quanto hai versato.
Sul fisco la regola è questa:
Se sei o sei stato iscritto a una gestione previdenziale: il costo del riscatto è un onere deducibile, cioè si toglie dal reddito su cui paghi l'IRPEF.
Se il riscatto riguarda un familiare a carico inoccupato: chi paga ha una detrazione del 19% di quanto versato, con pagamento tracciabile. Sopra i 75.000 € di reddito la detrazione è limitata.
Esempio illustrativo: un anno agevolato costa 6.206,64 €. Con un'aliquota marginale del 33% (lo scaglione IRPEF fra 28.000 e 50.000 € di reddito), e se il tuo reddito resta nello scaglione anche dopo la deduzione, risparmi circa 2.048 € di IRPEF: il costo effettivo scende a circa 4.160 €. Con il 43% scende a circa 3.540 €.
4. Quando conviene
Il riscatto sposta soprattutto la data della pensione. Nel 2026 la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a qualsiasi età; la pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e almeno 20 di contributi. Aggiungere tre o cinque anni di laurea avvicina più di tutto il primo traguardo.
Quando analizzo un riscatto con un cliente guardo quattro cose:
La data che cambia davvero: se con o senza riscatto andresti comunque in pensione di vecchiaia a 67 anni, gli anni riscattati incidono poco sulla data.
L'assegno: nel sistema contributivo, uscire prima significa un coefficiente di trasformazione più basso (il parametro che trasforma i contributi accumulati in pensione annua), quindi una pensione più bassa a parità di contributi.
Il costo opportunità: gli stessi soldi potrebbero andare in un fondo pensione o in un investimento di lungo periodo. Le deduzioni sono distinte: il riscatto rientra fra i contributi previdenziali e non riduce il tetto di 5.300 € del fondo pensione. Il confronto va fatto sui numeri.
Il rischio normativo: i requisiti per la pensione cambiano nel tempo e il riscatto, una volta pagato, non si può revocare.
Prima di decidere conviene fare la simulazione sul sito INPS, che mostra costo, rate e data della pensione con e senza riscatto. Per capire invece quanto ti mancherà in pensione rispetto allo stipendio di oggi, puoi usare il calcolatore del gap previdenziale.
Il riscatto agevolato compra prima di tutto tempo: conviene quando quel tempo ti serve davvero.
Se vuoi andare più a fondo sulla pensione complementare, continua con l'articolo su TFR e fondo pensione o consulta le risorse.
Domande frequenti
Quanto costa riscattare la laurea nel 2026?
Con il riscatto agevolato, per le domande presentate nel 2026, 6.206,64 € per ogni anno di corso (33% del minimale di 18.808 €). Con il riscatto ordinario per gli anni dal 1996 in poi il costo, per un dipendente privato, è il 33% della retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi per ogni anno riscattato.
Il riscatto della laurea è deducibile?
Sì, se chi riscatta è o è stato iscritto a una gestione previdenziale: l'onere si deduce dal reddito imponibile. Se invece paga un familiare per una persona a carico (per esempio un figlio) che non ha mai lavorato, chi paga ha una detrazione del 19%.
Si possono riscattare gli anni fuori corso?
No. Si riscatta solo la durata legale del corso di studi. Si possono però riscattare anche solo alcuni anni e non tutto il corso.
Esiste il riscatto della laurea gratuito?
Nella normativa in vigore no: l'opzione meno costosa è quella agevolata, circa 6.207 € per anno nel 2026.
Conviene riscattare la laurea?
Conviene in particolare a chi punta alla pensione anticipata e ha un'aliquota IRPEF medio-alta, che rende la deduzione più generosa. Conviene meno a chi andrebbe comunque in pensione di vecchiaia a 67 anni o a chi con gli stessi soldi ha alternative da confrontare, come un fondo pensione. Va deciso con una simulazione sul proprio caso.
Fonti e riferimenti6 fonti consultate
INPS, Riscatto della laurea ai fini pensionistici – periodi riscattabili, calcolo ordinario e agevolato, rate, inoccupati.
INPS, Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 – minimale di reddito 2026 per artigiani e commercianti (18.808 €).
INPS, Riscatto di laurea e riscatto di laurea agevolato – guida informativa su costi e differenze.
Agenzia delle Entrate, Contributi previdenziali e assistenziali (dichiarazione 2026) – deducibilità del riscatto e detrazione del 19% per i familiari a carico.
INPS, Pensione anticipata – requisiti contributivi 2026: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.
INPS, Simulazione del riscatto di laurea – stima di costo, rate e data di pensione.
