Simone Basile

    Simone Basile

    Consulente Finanziario Indipendente

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    ArticoloInvestimenti
    5 ottobre 20266 min di lettura

    Portafoglio ETF: quanti ne servono e sovrapposizioni

    Portafoglio ETF: come valutare quanti fondi servono, calcolare le sovrapposizioni e controllare costi e ribilanciamento in base agli obiettivi.

    Hai aggiunto un fondo quotato in Borsa (ETF) globale, uno americano e uno tecnologico. I nomi sono diversi, ma parte del denaro potrebbe finire nelle stesse società. Per capire quanti ETF servono nel portafoglio, io parto da ciò che possiedi attraverso quei fondi e dalla funzione che ogni investimento deve svolgere.

    In sintesi:

    • «Numero di ETF: conta ciò che ogni fondo aggiunge al piano.»
    • «Sovrapposizioni: somma i pesi delle esposizioni comuni.»
    • «Costi: verifica fondo, commissioni e prezzi di negoziazione.»
    • «Manutenzione: stabilisci come controllare i pesi nel tempo.»

    Come costruire un portafoglio ETF partendo dagli obiettivi

    Un ETF è un fondo con quote negoziate in Borsa. Un ETF indicizzato mira a seguire un indice: un insieme di titoli selezionati e ponderati secondo regole definite. Il fondo è il mezzo con cui ottieni un'esposizione, ossia la parte di capitale legata a determinati mercati e rischi.

    Prima di scegliere i fondi, separo il denaro destinato a una spesa vicina da quello che può restare investito più a lungo. Per ogni obiettivo servono importo, data prevista e conseguenze di un eventuale risultato insufficiente. La capacità economica di sopportare perdite e la disponibilità a tollerarle emotivamente vanno considerate insieme.

    Segue l'asset allocation, la ripartizione fra categorie di investimenti, come azioni e obbligazioni. Solo dopo viene la selezione degli ETF. Se parti dai prodotti più popolari, rischi di ritrovarti con una combinazione di strumenti che risponde male alle tue scadenze. Questo ordine è il punto di partenza della pagina su come investire i risparmi.

    Un ETF azionario globale può bastare per tutto?

    Un fondo azionario ampio può distribuire l'investimento fra molte società. Questo non lo trasforma in una soluzione per ogni esigenza: resta esposto alle perdite del mercato azionario. La diversificazione, cioè la distribuzione fra più esposizioni per ridurre la dipendenza da una sola, non elimina il rischio.

    La componente azionaria e il patrimonio complessivo sono due cose diverse. Anche quando un solo fondo copre la prima, restano da organizzare le riserve per gli imprevisti e gli altri obiettivi. Un ETF obbligazionario aggiuntivo, a sua volta, va valutato per scadenze, emittenti e valuta: il nome della categoria non basta a descriverne il rischio.

    Per i fondi azionari, controlla anche il perimetro: mercati sviluppati, emergenti e dimensioni delle società incluse. Il confronto fra MSCI World e FTSE All-World chiarisce perché due etichette apparentemente globali possano coprire mercati diversi.

    Come calcolare le sovrapposizioni fra ETF

    Per misurare l'esposizione a una società, moltiplica il peso di ciascun ETF nel portafoglio per il peso della società in quel fondo. Poi somma i risultati. Usa composizioni riferite alla stessa data, ricavate dai documenti degli emittenti: i pesi cambiano nel tempo.

    Facciamo un esempio con due fondi e una società immaginari. Il fondo A rappresenta il 70% di un portafoglio didattico e contiene il 4% della società Alfa; il fondo B pesa il 30% e contiene il 10% della stessa società.

    FondoPeso nel portafoglioAlfa nel fondoAlfa nel portafoglio
    A70%4%2,8%
    B30%10%3,0%
    Totale100%—5,8%

    Il conto è 70% × 4% + 30% × 10% = 5,8%. Percentuali e società sono inventate per illustrare il metodo, senza proporre un'allocazione. Lo stesso calcolo può essere applicato a un paese o a un settore, usando classificazioni omogenee. Sapere che una società compare due volte è utile; conoscere il suo peso totale permette di valutare la concentrazione.

    La sovrapposizione può essere deliberata. La domanda è quale esposizione vuoi ottenere alla fine: aggiungere un fondo specializzato a uno ampio può aumentare il peso di investimenti già presenti, anche quando il numero di ETF cresce.

    Quanti ETF avere: valuta il costo della complessità

    Per ogni strumento aggiuntivo scrivi una funzione verificabile: copre un mercato assente, serve una scadenza diversa oppure modifica consapevolmente un'esposizione. Se la funzione è soltanto «ha reso bene», manca il collegamento con il piano.

    Considera poi gli acquisti. Con tariffe ipotetiche di 2 euro per ordine, quattro acquisti mensili costano 8 euro. Su un versamento complessivo di 200 euro pesano il 4%; un solo ordine con la stessa tariffa pesa l'1%. Sono esclusi gli altri costi. Il conto non stabilisce quanti fondi acquistare: mostra perché gli importi e le condizioni dell'intermediario contano.

    Ci sono anche lo spread, la differenza fra il prezzo disponibile per acquistare e quello per vendere, e i costi correnti del fondo, indicati dal TER. Quando confronti ETF sullo stesso indice, leggi la tracking difference: lo scarto fra rendimento del fondo e dell'indice nel periodo osservato. Calcolata come fondo meno indice, è negativa quando il fondo resta indietro.

    Questo scarto incorpora già l'effetto dei costi addebitati al fondo e risente anche della replica e delle ritenute sui proventi dei titoli. Sommarvi il TER conterebbe due volte il suo effetto. Le tue commissioni e lo spread restano separati. Per la replica, distingui fra fondi che detengono i titoli, integralmente o mediante un campione, e fondi che usano uno swap: un contratto con una controparte per ottenere il rendimento dell'indice.

    Ribilanciamento: chi controlla i pesi dopo gli acquisti?

    Il ribilanciamento riporta la ripartizione verso i pesi stabiliti nel piano quando i movimenti dei mercati l'hanno modificata. Controlla prima se l'obiettivo è cambiato: ripristinare automaticamente un vecchio peso può essere incoerente con una nuova esigenza.

    Quando ci sono nuovi versamenti, valuta se possano essere indirizzati alle componenti rimaste sotto il peso previsto. È un modo per ridurre la necessità di vendere; se i contributi sono insufficienti, non basta. Ogni operazione va confrontata con commissioni, spread e trattamento fiscale applicabile. Non esiste una frequenza valida per tutti.

    Nel mio controllo del portafoglio, ogni ETF deve quindi avere una funzione comprensibile, un peso leggibile e una modalità di manutenzione. Una struttura più articolata richiede più verifiche: decidi se quel lavoro aggiuntivo risponde a un'esigenza concreta.

    Il numero di ETF diventa utile soltanto quando sai quali rischi possiedi, con quali pesi e per quali obiettivi.

    Se investi con versamenti periodici, puoi approfondire importi, frequenza e costi nella guida al piano di accumulo.

    Domande frequenti

    4 domande

    Quanti ETF servono in portafoglio?

    Non c'è un numero universale. Valuta le esposizioni necessarie per gli obiettivi, le sovrapposizioni, i costi e la manutenzione richiesta da ogni fondo.

    Più ETF significano maggiore diversificazione?

    Solo se modificano utilmente le esposizioni. Più fondi sulle stesse società possono aumentare la concentrazione invece di ridurla.

    Come verifico il peso di una società comune a due ETF?

    Moltiplica il peso di ciascun ETF nel portafoglio per il peso della società nel fondo, poi somma i contributi. Le composizioni devono riferirsi alla stessa data.

    Un ETF globale sostituisce il fondo di emergenza?

    Un ETF azionario globale rimane esposto alle perdite azionarie. Il denaro destinato agli imprevisti ha una funzione diversa dalla crescita del capitale nel lungo periodo.

    Fonti e riferimenti4 fonti consultate
    • Banca d'Italia - obiettivi, diversificazione, rischi e informazioni chiave dei prodotti.
    • Banca d'Italia - funzionamento dei fondi, patrimonio e gestione.
    • Banca d'Italia - ETF e costi di negoziazione.
    • Vanguard - replica fisica e sintetica, costi e fattori che influenzano lo scarto dall'indice.
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    Simone Basile, consulente finanziario indipendente

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    Simone Basile

    Consulente finanziario indipendente, iscritto all'Albo OCF. Aiuto le persone a investire e gestire il patrimonio senza conflitti d'interesse. Scopri di più

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