Simone Basile

    Simone Basile

    Consulente Finanziario Indipendente

    Torna alle risorseGuida collegataCome impostare un PAC efficace: la guida completa
    CalcolatoreInvestimentiAggiornato ad agosto 2026

    Simulatore PAC e PIC in ETF

    Simula quanto può rendere un piano di accumulo o un investimento in un'unica soluzione, con scenari Monte Carlo prudente, mediano e ottimista.

    PAC (piano di accumulo) e PIC (piano di investimento di capitale) sono i due modi principali per entrare nei mercati. Con il PAC investi un po' alla volta, ad esempio una cifra ogni mese: è ideale se parti dai risparmi ricorrenti. Con il PIC investi una cifra in un'unica soluzione: ha senso se hai già un capitale da mettere a lavoro fin da subito.

    Per stimare quanto potresti ottenere non usiamo un singolo rendimento fisso: sarebbe un'illusione, perché i mercati non salgono mai in linea retta. Utilizziamo invece una simulazione Monte Carlo, che tiene conto delle oscillazioni che si possono verificare. Ecco in breve come funziona:

    Cos'è una simulazione Monte Carlo? Invece di ipotizzare un singolo rendimento medio costante, genero 10.000 possibili traiettorie di mercato a partire da un rendimento e una volatilità attesi. Le simulazioni vengono poi ordinate dalla peggiore alla migliore per mostrarti tre scenari realistici: prudente, mediano e ottimista. È il modo più onesto di rappresentare cosa potrebbe accadere davvero ai tuoi investimenti.

    Modifica i valori cliccando sui numeri Calcoli nel tuo browser, nessun dato raccolto

    Da €50 a €150.000 al mese

    anni
    %

    : stima prospettica per un azionario globale diversificato. Il dettaglio su fonti, tassazione e metodo di calcolo è nella sezione Fonti e riferimenti.

    %

    : volatilità storica annualizzata di un azionario globale diversificato. Più è alta, più gli scenari prudente e ottimista si allargano. Dettaglio e fonti in Fonti e riferimenti.

    Prudente (10° percentile)

    81.997 €

    Solo il 10% delle simulazioni fa peggio

    Mediano (50° percentile)

    133.093 €

    Valore centrale della simulazione

    Ottimista (90° percentile)

    220.451 €

    Solo il 10% delle simulazioni fa meglio

    Capitale versato

    72.000 €(300 €/mese × 20 anni)

    Evoluzione dei tre scenari nel tempo

    Valori nominali, lordi -  Passa il mouse (o il dito) sul grafico per i dettagli anno per anno.

    Prudente Mediano Ottimista

    Porta con te la simulazione

    Ti invio un PDF con i tuoi parametri, i tre scenari e come contestualizzarli.

    Come leggere gli scenari

    Molte simulazioni mostrano un solo numero finale, come se il mercato crescesse ogni anno allo stesso ritmo. Nella realtà ci sono anni migliori e anni peggiori: per questo qui trovi tre scenari, non uno solo. Nascono da 10.000 simulazioni diverse, tutte con lo stesso rendimento e la stessa volatilità attesi che hai impostato, ma con oscillazioni annuali differenti.

    • Mediano (50° percentile): il valore a metà classifica. Metà delle simulazioni fa meglio, metà peggio. È il riferimento più onesto: di tutti i mondi possibili, ne vivrai uno solo.
    • Prudente (10° percentile): solo 1.000 simulazioni su 10.000 sono andate peggio. Un esito sfavorevole ma non estremo.
    • Ottimista (90° percentile): solo 1.000 su 10.000 sono andate meglio.

    Nell'80% dei casi il risultato cade tra prudente e ottimista. Di default i numeri sono lordi e nominali: puoi attivare "valore reale" (al netto dell'inflazione) e "al netto delle imposte" per leggere il risultato che ti interessa.

    Domande frequenti

    Dipende da cosa hai a disposizione oggi. Se parti dai risparmi mensili, il PAC è la scelta naturale. Se hai già un capitale fermo, i dati dicono che il PIC (versamento unico) tende a rendere di più: uno studio Vanguard sui mercati di Stati Uniti, Regno Unito e Australia ha rilevato che investire tutto subito ha battuto l'ingresso graduale in circa due terzi dei casi, perché tiene il capitale al lavoro fin dal primo giorno.

    Il PAC riduce però la volatilità dell'ingresso e il rimpianto di entrare "nel momento sbagliato", due fattori che aiutano a mantenere l'investimento nel tempo. La soluzione ibrida (PIC iniziale + PAC mensile) è spesso il compromesso più realistico: puoi simularla qui sopra con "Raggiungi un obiettivo → Ibrido".

    L'indicazione generale è partire da una cifra che non incide sul tuo tenore di vita, tipicamente il 10-20% del reddito netto, e mantenerla nel tempo. Meglio 200€ per vent'anni che 500€ per due. Ogni situazione va analizzata nel dettaglio in base a orizzonte temporale, obiettivi e altri capitali già investiti.

    Non è una media del passato (storicamente più alta, intorno al 9%), ma una stima prospettica: quanto ci si può ragionevolmente attendere da qui in avanti partendo dalle valutazioni di oggi. È il punto centrale del range 6-7% che emerge dalle capital market assumptions delle principali case di gestione (BlackRock, J.P. Morgan, Amundi, Capital Group, Charles Schwab) e dalle stime basate sui fondamentali degli indici MSCI (dividend yield + crescita reale attesa degli utili + inflazione).

    Prezzi di ingresso più alti oggi si traducono, di norma, in rendimenti attesi più bassi domani: usare il 6,5% invece del 9% storico è la scelta più prudente e onesta per un lungo orizzonte. Se hai una tua stima, puoi comunque cambiarla nell'input qui sopra.

    La volatilità misura quanto oscilla il rendimento da un anno all'altro: un valore del 14% significa che, in un anno tipico, il risultato può scostarsi di circa 14 punti percentuali sopra o sotto la media. Più è alta, più gli scenari prudente e ottimista si allontanano tra loro.

    Il 14% è vicino alla volatilità storica annualizzata di un azionario globale diversificato (MSCI ACWI). Anche questo valore è modificabile nell'input qui sopra.

    Inflazione 2%: obiettivo di lungo periodo della Banca Centrale Europea, in linea con la media storica dell'area euro. Se attivi "valore reale", il capitale finale viene diviso per (1 + 2%) elevato al numero di anni, per esprimerlo in potere d'acquisto di oggi.

    Tasse 26% (e 12,5%): il 26% è l'aliquota sulle plusvalenze da azioni, ETF azionari e obbligazioni societarie. I titoli di Stato italiani ed equiparati (e alcuni sovranazionali) godono dell'aliquota agevolata del 12,5%: un portafoglio che include obbligazioni governative ha quindi un prelievo medio inferiore al 26% usato qui. La tassa si applica solo sul guadagno, non sull'intero capitale.

    Bollo 0,20%: imposta annua sul dossier titoli, calcolata sul controvalore del patrimonio a fine anno.

    Questa simulazione ipotizza di mantenere un'esposizione azionaria del 100% per tutto l'orizzonte, ma nella pratica è raro. Quando il patrimonio cresce, o l'obiettivo si avvicina, si introducono spesso altre asset class (obbligazioni, oro…): un portafoglio bilanciato riduce la volatilità, quindi il rischio di scenari molto negativi, ma anche il rendimento atteso, e con esso il risultato mediano.

    Puoi rappresentarlo tu stesso abbassando entrambi gli input qui sopra (rendimento e volatilità): per esempio un 60% azioni / 40% obbligazioni avrà rendimento e volatilità attesi più bassi del solo azionario. Gli obiettivi cambiano nel tempo: quello che oggi è un PAC per la pensione domani potrebbe dividersi tra previdenza e traguardi di medio termine, dove il solo azionario non è più adatto.

    In fase di accumulo del capitale gli ETF ad accumulazione sono generalmente più efficienti sul piano fiscale: i dividendi vengono reinvestiti automaticamente senza tassazione intermedia, sfruttando meglio l'interesse composto. Gli ETF a distribuzione hanno senso quando serve un flusso di cassa periodico. È un'indicazione generale: la scelta va integrata con il resto del portafoglio.

    Sì. Un PAC su ETF non è un contratto vincolante come una vecchia polizza: puoi aumentare, ridurre, sospendere o riprendere il versamento in ogni momento senza penali. L'unico costo variabile è la commissione di negoziazione applicata dal broker su ogni acquisto.

    Questa scheda è pensata per chi vuole conoscere la specifica statistica sottostante. Il linguaggio è volutamente più tecnico rispetto al resto della pagina.

    Specifica del modello: i rendimenti annui lordi (1 + r) sono modellati come variabili log-normali i.i.d., con ln(1 + r) ~ N(m, s²), indipendenti tra un anno e l'altro e tra le traiettorie. I parametri sono calibrati per momenti aritmetici: dati il rendimento atteso μ (default 6,5%) e la volatilità σ (default 14%) impostati negli input, si pone s² = ln(1 + (σ / (1 + μ))²) e m = ln(1 + μ) − s²/2, in modo che il valore atteso del rendimento semplice resti esattamente μ. Le estrazioni normali standard sono generate con trasformazione di Box-Muller.

    Dinamica, costi e imposte: il montante evolve a passi annuali. I dodici versamenti dell'anno sono trattati come un flusso unico capitalizzato a (1 + r)^0,5 (convenzione di metà anno), non simulati mese per mese. Se le imposte sono attive, si applica il bollo dello 0,20% annuo sul controvalore di fine anno e il 26% sulla plusvalenza latente; l'opzione "valore reale" deflaziona l'esito con un'inflazione costante del 2% annuo. Restano esclusi il TER dell'ETF, i costi di negoziazione e lo slippage.

    Setup numerico: N = 10.000 traiettorie con generatore pseudo-casuale (mulberry32) a seme fisso, quindi deterministico e riproducibile: a parità di input, stessi output. Gli scenari prudente/mediano/ottimista sono i percentili empirici 10°/50°/90° della distribuzione ordinata dei valori, a ciascun anno per le bande del grafico, sul valore terminale per i tre numeri. In modalità obiettivo la rata è individuata per bisezione su 2.000 traiettorie (per rapidità), mentre il grafico finale resta a 10.000.

    Limiti dell'assunto: la distribuzione log-normale ha code sottili (curtosi in eccesso nulla sui log-rendimenti) e sottostima quindi in modo strutturale gli eventi estremi rispetto ai rendimenti azionari reali, che mostrano curtosi in eccesso, asimmetria negativa e salti. L'ipotesi i.i.d. esclude autocorrelazione, mean reversion e clustering di volatilità (eteroschedasticità), perciò non cattura il sequence-of-returns risk; la discretizzazione annuale nasconde i drawdown infra-annuali. Infine μ e σ sono costanti e stazionari sull'intero orizzonte (nessun cambio di regime, nessun aggiustamento in base alle valutazioni, portafoglio ipotizzato 100% azionario senza ribilanciamento). È un modello per stimare ordini di grandezza e dispersione degli esiti, non una previsione.

    Fonti e riferimenti5 fonti consultate
    1. Rendimento atteso azionario globale (6,5% suggerito): punto centrale delle capital market assumptions pubbliche delle principali case di gestione, BlackRock Investment Institute (Capital Market Assumptions), J.P. Morgan Asset Management (Long-Term Capital Market Assumptions), Amundi Investment Institute, Capital Group e Charles Schwab,\u00a0integrate con le stime basate sui fondamentali degli indici MSCI ACWI (dividend yield, valutazioni, crescita reale attesa degli utili).
    2. Volatilità attesa (14% suggerito): vicina alla volatilità storica annualizzata dell'indice azionario globale MSCI ACWI (deviazione standard dei rendimenti annui su serie di lungo periodo).
    3. Inflazione (2%): obiettivo di lungo periodo della Banca Centrale Europea, coerente con la media storica Istat dell'area euro.
    4. Tassazione (26% e 12,5%) e bollo (0,20%): 26% sulle plusvalenze da azioni, ETF azionari e obbligazioni societarie; 12,5% agevolato sui titoli di Stato ed equiparati; imposta di bollo 0,20% annua sul dossier titoli. Aliquote vigenti, Agenzia delle Entrate.
    5. Metodo Monte Carlo: 10.000 simulazioni a passi annuali con rendimenti log-normali; rendimento e volatilità attesi impostabili (default 6,5% e 14%). I versamenti mensili sono modellati con convenzione di metà anno.

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    Simone Basile, consulente finanziario indipendente

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    Simone Basile

    Consulente finanziario indipendente, iscritto all'Albo OCF. Aiuto le persone a investire e gestire il patrimonio senza conflitti d'interesse. Scopri di più

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